La transizione dell’e-mobility richiede una gestione integrata tra rete elettrica, accumuli, fonti rinnovabili e sistemi digitali di controllo dei carichi.
La mobilità elettrica in Italia sta entrando in una nuova fase in cui la priorità non è più soltanto aumentare il numero di punti di ricarica, ma garantire una rete energetica intelligente in grado di sostenere e governare una domanda di potenza sempre più diffusa. Nonostante il mercato italiano resti indietro rispetto ad altri Paesi europei, i dati mostrano una crescita con 444.863 auto elettriche circolanti ad agosto e 84.564 punti di ricarica censiti.
L’incremento contemporaneo delle ricariche domestiche, commerciali e ad alta potenza (HPC) richiede di evitare picchi di consumo incontrollati. Diventa quindi fondamentale coordinare i consumi con le fonti rinnovabili, la produzione locale e i sistemi di accumulo, oltre a pianificare la futura integrazione della tecnologia Vehicle-to-Grid (V2G), che trasformerà i veicoli in risorse energetiche distribuite capaci di erogare energia alla rete.
In questo contesto, aziende come Schneider Electric propongono piattaforme di gestione energetica e software in grado di modulare dinamicamente i carichi. Questo approccio integrato consente di collegare le colonnine come nodi connessi alle infrastrutture digitali ed energetiche di edifici, parcheggi, flotte aziendali e città, ottimizzando l’uso dell’energia senza gravare con richieste di potenza eccessive sulla rete elettrica.
Per il settore delle infrastrutture e delle costruzioni stradali, questo scenario impone un cambio di paradigma nella progettazione e nella realizzazione delle opere. La costruzione di strade, parcheggi, hub di trasporto e stazioni di sosta non può più limitarsi alla sola posa di asfalto e cavi per la fornitura di energia, ma deve integrare fin dall’origine infrastrutture digitali e nodi energetici complessi.
I cantieri e le imprese di costruzioni stradali dovranno predisporre corridoi tecnici e spazi idonei a ospitare non solo stazioni di ricarica High Power Charging (HPC), ma anche sistemi locali di accumulo dell’energia, impianti da fonti rinnovabili e reti di trasmissione dati per la gestione intelligente dei carichi. La pianificazione delle arterie viarie e delle relative aree di servizio diventa così un lavoro di convergenza tra edilizia infrastrutturale, ingegneria energetica e digitalizzazione.
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