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Mercato dei servizi tecnici: è boom nel 2026 trainato da Aspi e Rfi

I primi cinque mesi dell’anno si chiudono con una crescita del 63,4% sul 2025. Vola il mercato degli appalti integrati, ma Lupoi avverte sul “buco nero” degli affidamenti diretti.

Il mercato dei servizi tecnici in Italia registra una crescita straordinaria nei primi cinque mesi del 2026, segnando un incremento del 63,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. I dati emergono dall’ultimo aggiornamento dell’osservatorio Oice/Informatel, che delinea un quadro di forte espansione sul lungo periodo per il valore delle gare.

A spingere questa volata è un vero e proprio boom degli appalti integrati, all’interno dei quali spicca il picco della progettazione esecutiva, cresciuta del 698% rispetto a maggio dello scorso anno.

A maggio, la forte domanda di servizi tecnici è stata trascinata in particolare dai maxi-bandi pubblicati da Autostrade per l’Italia e da Rete Ferroviaria Italiana. Il valore complessivo del mercato ha così raggiunto i 311,6 milioni di euro, una cifra ottenuta sommando i 232,2 milioni delle gare per servizi di ingegneria ai 79,4 milioni relativi alla progettazione esecutiva inclusa negli appalti integrati.

Nel dettaglio delle commesse di maggior rilievo per il settore infrastrutturale, spicca l’accordo quadro di Autostrade per l’Italia, suddiviso in 9 lotti e dal valore di 133,8 milioni di euro, finalizzato all’esecuzione di prove e indagini su materiali da costruzione, terre e rocce, oltre a indagini geognostiche e rilievi topografici sulla rete autostradale esistente.

Sul fronte ferroviario, Rfi ha pubblicato un appalto integrato da 44 lotti destinato ai lavori di manutenzione straordinaria delle opere civili della sede ferroviaria e delle sue pertinenze, con un valore della sola progettazione stimato in 68,4 milioni di euro.

Il presidente dell’Oice, Giorgio Lupoi, ha evidenziato come il valore registrato nei primi cinque mesi del 2026 sia superiore alla media mensile dell’intero 2025, calcolata sull’arco temporale 2018-2025. Si tratta di un segnale fortemente positivo, considerando che storicamente le stazioni appaltanti tendono a pubblicare i bandi più rilevanti nella seconda metà dell’anno, il che fa ben sperare per i mesi a venire.

Nonostante l’ottimismo legato ai numeri, Lupoi ha comunque invitato alla cautela, ponendo l’accento su due aspetti considerati molto delicati per il settore. Da un lato preoccupa il progressivo incremento del valore medio delle gare, dall’altro si guarda con apprensione al “buco nero” degli affidamenti diretti e fiduciari, dinamiche che spesso si inseriscono in contesti di elusione delle norme di mercato.

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