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Italia, prezzo del diesel pari a 1,5 miliardi di euro dopo la guerra in Iran

(La seguente notizia è ripresa dal web magazine di Anas “Le Strade dell’Informazione”)

Le principali associazioni dell’autotrasporto al MIT per un incontro

Dopo lo scoppio della guerra in Iran il gasolio, in Italia, è costato 1,5 miliardi di euro. La stima è stata realizzata da Cgia Mestre sulla base dei dati riguardo il parco circolante, il consumo medio dei mezzi e il blocco dello stretto di Hormuz. I costi includono in particolare l’autotrasporto merci. La notizia è riportata da Gazzetta.it. 

Nel nostro Paese, secondo una stima di UNRAE, ci sarebbero 752.000 veicoli industriali e con una massa superiore a 3,5 tonnellate. 
Per il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti i vettori dovrebbero essere pagati tra 1,30 e 1,60 euro al chilometro, una spesa che dovrebbe in qualche modo garantire la copertura di pedaggi, manutenzione, personale e carburante. 

“Nel nord Italia, dove si concentra la maggior parte della produzione industriale, la domanda di trasporto è più elevata e continua. Questo permette agli autotrasportatori di lavorare con maggiore regolarità e di spuntare tariffe mediamente più alte, comprese tra 1,40 e 1,70 euro al chilometro, con punte superiori nei servizi più specializzati”, ha affermato Cgia Mestre in un comunicato. 

Secondo ISTAT, nel 2024, il trasporto su strada ha riguardato una cifra poco superiore a un miliardo di tonnellate di merci. 
I dati sempre dello stesso anno confermano una struttura orientata al mercato interno: il 97,6% dei flussi merci sono spostamenti con origine e destinazione in tutto il territorio nazionale, l’1,2% dei flussi nasce all’estero e solo l’1,5% si originano fuori dai confini italiani.

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