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Immatricolazioni auto: marzo conferma la crescita (+7,6%)

Voucher anticipati per gli incentivi, ora servono rimborsi rapidi per tutelare i concessionari

 ECV in accelerazione: elettriche pure all’8,6% e ibride plug-in al 9,1% nel mese; ZTL Roma, abolizione dell’esenzione per le BEV: serve coerenza tra politiche locali enazionali;Urgente riforma della fiscalità delle flotte per sostenere la transizione.

Il mercato autovetture italiano conferma la sua fase espansiva e nel mese di marzo totalizza 185.367 nuove immatricolazioni, un incremento del 7,6% rispetto alle 172.271 unità registrate nello stesso mese del 2025; il primo trimestre raggiunge così 484.802 vetture, pari a una crescita del 9,2% sul periodo gennaio-marzo dello scorso anno, pur rimanendo ancora distante dai livelli pre-pandemia del 2019 (-10%).

La quota delle vetture elettriche pure sale all’8,6% con 16.137 immatricolazioni (con 1/3 del totale concentrato su un solo brand), un valore nettamente superiore al 5,4% di marzo 2025 e in aumento anche rispetto al 7,9% registrato a febbraio; le ibride plug-in confermano un andamento vivace, sostenuto dall’ampliamento dell’offerta e dalle regole sui fringe benefit aziendali, raggiungendo il 9,1% contro il 4,6% di un anno fa e l’8,5% del mese precedente.

“È necessario intervenire con urgenza sul tema degli incentivi: la rete dei concessionari li ha anticipati di tasca propria, esponendosi per milioni di euro e sostenendo rilevanti oneri finanziari. Il ritardo nei rimborsi sta mettendo sotto pressione centinaia di imprese.

È quindi fondamentale garantire tempi certi e rapidi di erogazione, dando priorità alle pratiche correttamente gestite, per tutelare la stabilità della filiera e rafforzare la credibilità delle misure pubbliche”, afferma il Presidente UNRAE Roberto Pietrantonio.

Nel contempo, UNRAE esprime forti perplessità in merito alla recente delibera di Roma Capitale che, a partire dal 1° luglio, introduce un contributo annuale di 1.000 euro per l’accesso alle ZTL dei veicoli BEV e a idrogeno.

“Il provvedimento appare difficilmente comprensibile in un Paese in cui la quota di auto elettriche è ancora significativamente inferiore rispetto ai principali mercati europei, dove eventuali revisioni delle agevolazioni sono intervenute solo a fronte di livelli di diffusione ben più elevati.

In Italia, al contrario, in assenza di incentivi strutturali all’acquisto, è ancora più necessario sostenere l’utilizzo dei veicoli a zero emissioni, anche attraverso misure come l’accesso agevolato alle ZTL ”, prosegue Pietrantonio.

“È soprattutto indispensabile garantire coerenza e coordinamento tra le politiche nazionali e le decisioni locali. Da un lato, a livello centrale si introducono strumenti che incentivano la transizione – come la fiscalità sui fringe benefit favorevole a BEV e PHEV – dall’altro, interventi locali disallineati rischiano di generare incertezza e disorientamento.

In un contesto già complesso, chi utilizza l’auto per lavorare in ambito urbano (professionisti, operatori e imprese), ha bisogno di stabilità e chiarezza per poter pianificare i propri investimenti. Misure frammentate tra città e territori finiscono invece per rallentare la transizione, penalizzare gli operatori e indebolire la fiducia complessiva nel sistema”.

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