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Il primo Intercity elettrico a batteria debutta sulla rete ferroviaria italiana

L’introduzione della tecnologia Battery Electric Multiple Unit sviluppata da Hitachi Rail segna un’evoluzione strategica nel rinnovamento della flotta passeggeri di Trenitalia, garantendo l’interoperabilità tra linee elettrificate e tratte non dotate di alimentazione aerea.

L’evoluzione delle tecnologie di trazione ferroviaria trova una pietra miliare nell’integrazione dei sistemi ad accumulo di energia a bordo dei convogli destinati ai collegamenti a media e lunga percorrenza. La presentazione del nuovo treno Intercity basato su architettura Bemu, acronimo di Battery Electric Multiple Unit, definisce una risposta ingegneristica concreta all’esigenza di ottimizzare le prestazioni sulle tratte non uniformemente elettrificate del territorio nazionale.

La soluzione sviluppata da Hitachi Rail integra la duplice capacità di prelievo di energia dalla rete di alimentazione tradizionale tramite pantografo e di funzionamento in completa autonomia grazie ad pacco batterie integrato, in grado di garantire fino a 100 chilometri di percorrenza su tratte prive di catenaria.

Dal punto di vista dell’architettura industriale, la realizzazione del rotabile valorizza le competenze della filiera manifatturiera nazionale.

La produzione degli impianti e l’assemblaggio dei convogli sono stati concentrati nei poli produttivi di Pistoia e Napoli, dove la convergenza tra la ricerca ingegneristica avanzata e la manifattura ad alta precisione ha permesso di affinare la gestione dei pesi e dei volumi dei moduli di accumulo.

Il bilanciamento dei carichi sugli assi e l’ottimizzazione dell’ingombro sotto-cassa costituiscono infatti uno dei parametri critici nell’integrazione di sistemi di batterie ad alta densità energetica su treni passeggeri di linea, dove il comfort dinamico e la sicurezza di marcia devono rimanere inalterati rispetto ai convogli convenzionali.

L’adozione della modalità a batteria consente di superare le rigidità strutturali delle reti secondarie o complementari, dove i costi operativi e ambientali dell’elettrificazione aerea risultano spesso insostenibili o complessi da implementare.

Il passaggio continuo e senza soluzione di continuità tra la trazione da rete elettrica e l’alimentazione ad accumulo permette di eliminare l’impiego dei motori termici tradizionali, azzerando le emissioni dirette di inquinanti e riducendo drasticamente l’impatto acustico sia nei centri urbani sia lungo le tratte extraurbane ad alta valenza paesaggistica.

La continuità di servizio ottenuta con questa architettura garantisce elevate velocità commerciali e un efficiente riutilizzo dell’energia in fase di frenata rigenerativa, consentendo la ricarica parziale degli accumulatori durante le fasi di decelerazione o lungo i segmenti elettrificati della linea.

L’acquisizione dei primi sei convogli da parte di Trenitalia, nell’ambito di un più ampio accordo quadro con l’azienda costruttrice, si inserisce nel piano di ammodernamento e decarbonizzazione del trasporto su ferro.

La flessibilità operativa offerta dalle unità Bemu rappresenta un modello di riferimento per la progressiva trasformazione delle direttrici passeggeri regionali e interregionali, consentendo l’instradamento di collegamenti diretti senza la necessità di effettuare cambi di locomotiva o rotture di carico nelle stazioni di nodo prive di continuità d’elettrificazione.

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