Secondo i dati dell’Osservatorio del Politecnico di Milano presentati a Roma, l’integrazione dell’intelligenza artificiale nei trasporti promette benefici economici per oltre 6 miliardi di euro e una drastica riduzione dell’impatto ambientale entro il 2050.
L’innovazione tecnologica sta riscrivendo le regole del comparto automotive, posizionandolo al secondo posto assoluto per adozione dell’Intelligenza Artificiale, superato soltanto dal settore tecnologico puro. Questa transizione radicale, analizzata durante l’evento romano promosso dall’associazione Best mobility, non rappresenta solo un avanzamento tecnico ma una vera e propria leva economica per il Paese. Le stime attuali indicano infatti che l’Italia potrebbe beneficiare di un valore aggiunto pari a 6,1 miliardi di euro entro il 2050 grazie alla digitalizzazione dei trasporti.
Sicurezza e sostenibilità al centro del cambiamento
Il dibattito ha evidenziato come l’impatto dell’IA si estenda lungo tutta la filiera della mobilità aziendale e privata, toccando temi cruciali quali l’etica, la regolamentazione e la trasformazione del mercato del lavoro. Giulio Salvadori, presidente dell’Osservatorio connected vehicle & mobility del Politecnico di Milano, ha sottolineato come la guida autonoma sia l’evoluzione più significativa per il futuro, con riflessi immediati sulla sicurezza stradale. L’eliminazione o la riduzione del fattore umano attraverso sistemi autonomi è destinata a diminuire drasticamente il numero di feriti per chilometro, abbattendo contemporaneamente le emissioni inquinanti e i costi sociali correlati.
L’accoglienza del mercato e il fenomeno Robotaxi
Il settore automotive precede oggi comparti storicamente avanzati come l’aerospazio, la difesa e le scienze della vita nell’integrazione dei sistemi intelligenti. Questa pervasività coinvolge ogni fase della vita di un veicolo, dalla ricerca iniziale alla fabbricazione, fino alla vendita e ai servizi post-vendita. I consumatori italiani mostrano un’apertura sorprendente verso queste tecnologie, con il 54% dei cittadini pronto a testare veicoli a guida autonoma per tragitti brevi o per gestire lo stress del traffico intenso. Particolare attenzione è stata rivolta al potenziale dei robotaxi, capaci di ridurre la flotta circolante nelle città a circa 900.000 unità, con un risparmio ambientale stimato in 41.000 tonnellate di emissioni inquinanti.
Percezioni del pubblico tra vantaggi e timori
I dati forniti dall’Osservatorio confermano che la maggioranza della popolazione, circa il 52%, nutre una percezione positiva rispetto all’applicazione dell’IA nei veicoli. I principali benefici identificati dagli utenti riguardano l’incremento della sicurezza per il 38% del campione, seguito dall’ottimizzazione dei consumi per il 34% e dalla manutenzione predittiva per il 33%. Nonostante l’entusiasmo, rimangono delle riserve legate alla sicurezza informatica e all’affidabilità tecnica. Le preoccupazioni maggiori si concentrano su eventuali malfunzionamenti del software per il 35%, sulla possibile perdita di controllo del mezzo per il 33% e sul rischio di cyber attacchi per il 30%, elementi che definiscono le prossime sfide per i produttori e i legislatori del settore.
> Resta sempre aggiornato: iscriviti alla Newsletter settimanale di Strade & Autostrade e seguici sulle nostre pagine social di LinkedIn e Facebook <
