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Gronda di Genova: Salvini aspetta il progetto di ASPI e apre a soluzioni con lotti funzionali

Il Ministro delle Infrastrutture conferma in Senato l’invio della prenotifica alla Commissione Europea per il nuovo piano economico e valuta varianti meno invasive per accelerare i cantieri.

Il dibattito sulla realizzazione della Gronda di Genova torna al centro dell’agenda politica nazionale dopo le recenti dichiarazioni del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. Durante il question time svoltosi in Senato il 23 aprile Salvini ha fatto il punto sull’iter di un’opera considerata strategica per il nodo ligure e per l’intera rete autostradale italiana. Il Ministero è attualmente in attesa che il concessionario Autostrade per l’Italia consegni i progetti esecutivi aggiornati recependo le modifiche legislative introdotte a seguito del crollo del Ponte Morandi.

L’obiettivo primario dichiarato dal Ministero è quello di imprimere un’accelerazione decisiva alla cantierizzazione dell’infrastruttura. Per questa ragione sono in corso approfondimenti progettuali specifici mirati a una possibile realizzazione per fasi successive attraverso l’individuazione di lotti funzionali. Questa strategia permetterebbe una gestione più fluida della Gronda di Genova garantendo al contempo una maggiore sostenibilità e una riduzione dell’impatto dei cantieri sulla vita quotidiana dei cittadini. In questo contesto Salvini ha confermato la disponibilità del Governo a valutare soluzioni progettuali alternative che possano dimostrarsi di più immediata attuazione e meno invasive per il territorio.

Per quanto riguarda il delicato versante del piano finanziario il Ministro ha ripercorso le tappe recenti che hanno visto la restituzione ad Autostrade per l’Italia della prima proposta di aggiornamento del quadro economico a seguito del parere negativo della commissione tecnica interna al Mit. Successivamente il 12 marzo scorso la società concessionaria ha trasmesso una nuova proposta di Piano economico che è attualmente al vaglio delle istituzioni. Il Ministero ha già provveduto a inviare una prenotifica alla Commissione europea per la valutazione del documento aggiornato segnando un passaggio burocratico fondamentale per lo sblocco dei fondi e l’avvio definitivo dei lavori.

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