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Grandi investimenti per le infrastrutture ferroviarie in Lombardia

Una stagione di trasformazione per la rete lombarda, guidata da Rete Ferroviaria Italiana con un piano mirato a incrementare la capacità di traffico, potenziare la sicurezza e favorire la sostenibilità.

La Lombardia si trova ad affrontare una fase cruciale di ammodernamento della propria infrastruttura su ferro, supportata da un massiccio piano economico promosso da Rete Ferroviaria Italiana. Il programma complessivo prevede investimenti corposi per lo sviluppo tecnologico, il potenziamento dei tracciati e il rinnovamento delle stazioni, con l’obiettivo fondamentale di incrementare gli standard di regolarità e sicurezza a beneficio dell’intera utenza pendolare.

I dettagli di questa pianificazione e lo stato di avanzamento dei cantieri sono stati oggetto di un confronto programmatico tra i vertici di RFI e l’Assessorato regionale alle Infrastrutture e Opere pubbliche.

La strategia finanziaria per il quinquennio include risorse ingenti destinate a incrementare le prestazioni complessive delle linee a più alta frequentazione del trasporto pubblico regionale. Molti degli interventi previsti sono già stati tradotti in opere concrete, riducendo progressivamente i punti di interferenza tra la viabilità stradale e quella ferroviaria e ottimizzando la fluidità della circolazione.

Nel programma delle opere in corso per aumentare la capacità della rete, RFI sta realizzando il potenziamento sulle linee a più elevato traffico regionale e metropolitano. Tra i principali progetti rientrano il raddoppio di linee come la Codogno–Mantova (con prima fase Piadena–Mantova) e la Ponte San Pietro–Bergamo–Montello (con prima fase Ponte San Pietro–Bergamo); il quadruplicamento di direttrici strategiche di accesso ai nodi urbani, come la Rho–Parabiago e la Milano Rogoredo–Pavia (con prima fase Rogoredo–Pieve Emanuele), interessate dalla sovrapposizione di traffico regionale, a lunga percorrenza e merci; e lo sviluppo di nuove linee AV/AC, tra cui la Brescia–Verona, finalizzate a rafforzare la connessione del territorio e l’integrazione con i grandi corridoi europei.

 Per assorbire i crescenti flussi di traffico regionale, metropolitano e a lunga percorrenza, sono in corso d’opera raddoppi selettivi su direttrici strategiche e quadruplicamenti nei nodi di accesso urbano densamente trafficati, oltre allo sviluppo di nuove tratte ad alta velocità destinate a rafforzare i collegamenti con i corridoi di trasporto europei.

L’ammodernamento passa in modo prioritario attraverso l’implementazione di avanzati sistemi di segnalamento e distanziamento dei treni. La progressiva introduzione delle tecnologie europee di controllo della marcia consentirà di superare i vecchi sistemi nazionali, garantendo una maggiore densità di flussi soprattutto all’interno dei nodi urbani più congestionati.

Questo percorso di digitalizzazione corre in parallelo con gli obiettivi di sostenibilità ambientale e decarbonizzazione, perseguiti anche tramite progetti mirati di elettrificazione dei tracciati ancora non alimentati.

Allo stesso tempo, si registra un forte impulso al trasporto merci su ferro per favorire il trasferimento modale dalla gomma. I lavori pianificati lungo i corridoi transeuropei puntano a uniformare la rete lombarda agli standard comunitari in termini di lunghezza dei convogli, sagoma per il trasporto combinato e tolleranza della massa assiale, supportati da significativi potenziamenti strutturali nei principali scali merci della regione.

Un asse centrale della trasformazione riguarda il concetto stesso di stazione ferroviaria, ridisegnata per diventare un hub multimodale integrato con i trasporti locali, i parcheggi e le infrastrutture aeroportuali del territorio.

Il piano dedicato alle stazioni prevede ingenti risorse destinate all’abbattimento delle barriere architettoniche, al rinnovamento dei sistemi di informazione al pubblico e alla riqualificazione complessiva delle aree di accoglienza.

Infine, la continuità e l’efficienza quotidiana della circolazione vengono garantite da un piano di manutenzione ordinaria estremamente strutturato, che impegna milioni di ore di lavoro all’anno per il rinnovo sistematico di binari, scambi e apparati tecnologici lungo tutta la rete regionale.

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