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Gemme, Ad Anas: “Nel prossimo decennio investiremo 43,2 miliardi di euro”

L’obiettivo è rafforzare la competitività dell’Italia e il suo ruolo nelle grandi direttrici europee. L’ad di Anas in un’intervista alla Stampa ha affrontato i principali temi della mission aziendale: dal Piano industriale 2026-2035 all’impegno nella sicurezza stradale

“Al 31 luglio abbiamo raggiunto 1,92 miliardi di euro: un risultato pienamente in linea con la tabella di marcia dell’anno e con i tempi programmati per progetti e interventi. Da qui a fine anno resta una quota importante da realizzare: l’obiettivo è chiudere l’anno a 3,3 miliardi di euro, mantenendo il ritmo necessario”.  Lo ha dichiarato l’amministratore delegato di Anas, Claudio Andrea Gemme, spiegando in una lunga intervista rilasciata al quotidiano La Stampa, a che punto è la spesa degli investimenti dell’azienda nel 2026. Nell’intervista, firmata dal giornalista Giovanni Turi, sono stati toccati tutti i principali temi della mission aziendale: il Piano industriale, il ruolo intermodale delle infrastrutture italiane nel circuito europeo, la manutenzione, le nuove opere, la gestione del traffico nel periodo di esodo estivo, fino all’analisi dei comportamenti degli utenti alla guida, le campagne per la sicurezza stradale e la salvaguardia degli animali.

Si tratta – ha spiegato il numero uno dell’azienda delle strade del Gruppo FS – di “una crescita strutturale e storica per Anas: la produzione totale da 1,12 miliardi nel 2017 è triplicata nel 2025, con un tasso medio di incremento annuo del 14,8%. Le nuove opere sono quasi raddoppiate, da 0,98 miliardi nel 2023 a 1,51 miliardi nel 2025. E la manutenzione programmata ha raggiunto 1,87 miliardi, segno della crescente attenzione alla cura del
patrimonio esistente”.

Gemme ha poi ricordato l’obiettivo del nuovo piano industriale 2026-2035: “Rafforzare la competitività dell’Italia e il suo ruolo nelle grandi direttrici europee dei trasporti e della logistica. Nel prossimo decennio investiremo 43,2 miliardi di euro: 27,6 per nuove opere, di cui circa 10 su Ten-T e 15,6 per la manutenzione programmata”.

“La priorità – prosegue Gemme – è collegare meglio porti, aree produttive e corridoi europei. Gli interventi per l’accessibilità a Gioia Tauro, Ravenna, Ancona e Trieste, insieme a quelli sull’ultimo miglio e sui nodi intermodali, costruiranno una rete logistica nazionale più integrata”.

Sul fronte della gestione dell’esodo estivo, Anas ha previsto per questa estate 440 milioni di spostamenti: “Questi numeri confermano un’estate di traffico molto intenso, ma più distribuito rispetto al tradizionale esodo concentrato nei fine settimana. Il confronto con il 2025 va rapportato alle diverse finestre temporali: lo scorso anno Anas aveva registrato 330 milioni di veicoli tra il 25 luglio e il 7 settembre. Anche a Ferragosto i flussi si sono distribuiti perlopiù nei giorni feriali, evitando picchi eccessivi nel solo weekend. Già nel bilancio 2025 avevamo rilevato che due spostamenti su tre avvenivano nei feriali”.

“La rete – ha spiegato l’ad – ha retto senza criticità di particolare rilievo grazie alla gestione preventiva dei cantieri, al monitoraggio continuo e al presidio di 2.500 persone tra tecnici e personale di esercizio, affiancate dagli operatori delle sale operative territoriali e della sala situazioni nazionale. Fondamentale anche la collaborazione con forze dell’ordine ed enti locali. Ora l’attenzione si sposta sul controesodo verso città e grandi centri urbani: i rientri saranno distribuiti su più giornate, con maggiore intensità nei prossimi fine settimana. Continueremo a garantire il massimo presidio della viabilità”.

Anas ha ridimensionato la presenza dei cantieri. Fino al 7 settembre saranno chiusi o sospesi 1.175 cantieri, l’83% di quelli attivi (1.414): l’obiettivo è “rendere il traffico più fluido e tutelare sia gli utenti sia gli operai, anche alla luce delle temperature molto elevate di questa estate. I lavori riprenderanno in base alle diverse lavorazioni e saranno conclusi secondo i rispettivi cronoprogrammi”.
 
La sicurezza stradale è un altro tema prioritario per Anas: “L’uso dello smartphone alla guida non cala tra gli under 40 a causa della cosiddetta “illusione del controllo”, ovvero la falsa percezione di poter gestire il telefono al volante senza compromettere la sicurezza. La quinta edizione della Ricerca sugli stili di guida di Anas conferma purtroppo questo trend negativo, rilevando che solo il 41,9% degli italiani utilizza il cellulare in modo corretto tramite bluetooth o assistente vocale”.
 
L’impegno è anche sul fronte della salvaguardia degli animali: “Anas salva in media un animale ogni cinque giorni, sottraendolo al rischio di investimento. Gli interventi nascono soprattutto dalla sorveglianza quotidiana dei cantonieri e dalle segnalazioni dei cittadini. Accanto, inoltre, c’è una forte campagna di prevenzione”, ha concluso Gemme.

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