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Ente italiano di normazione tecnica

Con il nuovo stanziamento salgono a 47 i chilometri scavati sui 163 complessivi mentre l’entrata in servizio dell’opera resta confermata per il 2033.

Il panorama delle grandi infrastrutture italiane segna un nuovo punto di svolta grazie alla recente deliberazione del Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile. Direttamente da Palazzo Chigi, sotto la presidenza del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, è arrivato il via libera definitivo per lo stanziamento di ulteriori 1,42 miliardi di euro destinati alla linea ferroviaria Torino-Lione. Questa tranche finanziaria comprende 428 milioni di euro derivanti da fondi europei e rappresenta un passaggio fondamentale per garantire la continuità dei cantieri in Val Susa e onorare gli impegni internazionali assunti dall’Italia.

L’investimento approvato dal Cipess è specificamente mirato a sostenere l’avanzamento dei lavori del tunnel di base, che costituisce il cuore tecnologico e infrastrutturale del collegamento ad alta velocità tra Italia e Francia. Sul piano operativo, le risorse permetteranno di avviare nuove fasi di scavo e realizzare le opere connesse in un contesto tecnico caratterizzato da un’elevata complessità. Ad oggi, i dati tecnici aggiornati indicano che sono stati completati 47 chilometri di gallerie sui 163 totali previsti dal progetto, segnando un progresso rispetto ai 45 chilometri rilevati all’inizio di gennaio.

Il costo complessivo dell’opera è stato ridefinito dal comitato con un nuovo limite di spesa fissato a circa 14,7 miliardi di euro. Nonostante l’aumento dei costi e le persistenti critiche dei sindaci del territorio riguardanti l’impatto ambientale e l’utilità dell’infrastruttura, le istituzioni confermano la natura strategica del progetto all’interno del corridoio europeo Mediterraneo. La Torino-Lione è considerata essenziale per il trasferimento del traffico merci dalla gomma alla rotaia, promettendo significativi benefici logistici a livello sovranazionale. Il cronoprogramma attuale mantiene l’obiettivo dell’entrata in servizio entro il 2033. Le autorità ribadiscono che procedere senza rallentamenti è l’unica via percorribile, poiché eventuali interruzioni dei lavori comporterebbero pesanti penali e la perdita definitiva dei finanziamenti garantiti dall’Unione Europea.

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