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Digitale e microimprese: l’intelligenza artificiale stenta a decollare nei settori produttivi

Secondo l’indagine 2025 di Bankitalia solo una minima parte dei piccoli imprenditori adotta strumenti evoluti, mentre il cloud garantisce la transizione operativa e la cultura finanziaria guida la prontezza tecnologica.

L’adozione dell’intelligenza artificiale nelle microimprese italiane si attesta attualmente a livelli contenuti, coinvolgendo in forma estensiva o limitata appena il 5% delle realtà produttive del Paese. Un quadro di diffusa cautela emerge dall’indagine condotta da Bankitalia nel 2025 su cinquemila titolari di microimprese, rilevando come il 19% delle attività si trovi in fase sperimentale o preveda di integrarla entro un anno. L’impiego dell’intelligenza artificiale risulta maggiormente accentuato nei servizi di informazione e comunicazione, dove raggiunge il 37% includendo le fasi pilota, seguito dalle attività professionali, scientifiche e tecniche con il 22%.

La digitalizzazione aziendale mostra dinamiche differenti a seconda delle tecnologie considerate e dei mercati di riferimento. La robotica registra una presenza complessiva del 6%, trovando la sua massima concentrazione nel settore manifatturiero dove tocca il 18% tenendo conto delle sperimentazioni. L’interconnessione dei processi interessa unicamente il 4% dei microimprenditori ed è prevalente nel comparto dell’informazione. Al contrario, il cloud service si conferma la soluzione più accessibile e capillarmente diffusa, implementata con successo dal 44% delle imprese in modo trasversale tra le varie categorie economiche.

Persiste tuttavia una marcata resistenza strutturale verso la modernizzazione dei processi interni e le nuove architetture informatiche. Oltre l’80% degli intervistati dichiara la totale assenza di pianificazione o familiarità riguardo all’interconnessione dei processi, quota che si attesta al 73% per quanto concerne l’intelligenza artificiale. L’indagine evidenzia una correlazione diretta tra le competenze finanziarie del management e l’inclinazione all’innovazione tecnologica. I dati indicano che la propensione all’adozione digitale cresce proporzionalmente al livello di alfabetizzazione finanziaria, che ha registrato un valore medio pari al 74% del punteggio massimo, evidenziando performance più elevate tra le aziende esportatrici e con fatturati superiori.