L’evoluzione del Building Information Modeling verso un sistema di gestione digitalizzato integra KPI, cybersicurezza e gestione dei costi per ridefinire la competitività del settore infrastrutturale.
Il settore delle opere civili segna un punto di svolta decisivo nel suo percorso di trasformazione digitale con l’entrata in vigore della norma UNI 11337-8. Dal 9 aprile, questa disposizione sostituisce la precedente prassi UNI/PdR 74 del 2019, elevando il Building Information Modeling da semplice metodo di progettazione a un più complesso sistema di governo dei flussi informativi.
Il passaggio dalla prassi alla norma tecnica riflette un approccio maturo in cui l’efficienza e la sostenibilità diventano pilastri centrali per le organizzazioni che operano nell’edilizia e nel comparto immobiliare.
Il nuovo quadro normativo non si limita più alla sola modellazione, ma si concentra sulla gestione dei processi decisionali attraverso un Sistema di Gestione dei Processi Digitalizzati che punta a rendere ogni dato ripetibile, misurabile e protetto.
L’ampliamento applicativo coinvolge una platea di stakeholder molto più vasta rispetto al passato. Oltre ai tradizionali attori della filiera, la norma include soggetti istituzionali, finanziari e organismi di controllo, strutturandosi secondo la High Level Structure tipica dei sistemi di gestione ISO.
Questa architettura fornisce strumenti operativi per una digitalizzazione consapevole, introducendo metriche quantitative come i KPI per misurare l’efficacia dei processi. Un rilievo fondamentale viene dato alla cybersecurity e all’interoperabilità delle piattaforme, temi cruciali in un ecosistema dove la protezione delle informazioni da attacchi hacker e la fluidità dei dati tra diversi sistemi sono requisiti essenziali per la continuità operativa.
L’introduzione della UNI 11337-8 ridefinisce anche il panorama delle competenze professionali necessarie per governare il cambiamento. Alle figure già note del BIM Manager, del Coordinator e dello Specialist, si affianca ufficialmente il CDE Manager. Questo profilo assume il ruolo di gestore dell’ambiente di condivisione dei dati con la responsabilità di garantirne l’accessibilità e la tracciabilità. La norma specifica inoltre requisiti tecnici precisi, come l’adozione dell’ambiente di condivisione dati AcDat basato su tecnologia cloud e l’integrazione della dimensione 5D per il controllo dei costi. Particolare attenzione è rivolta alla sicurezza informatica avanzata attraverso soluzioni di monitoraggio in tempo reale, necessarie per fronteggiare le sfide poste dall’intelligenza artificiale e proteggere ogni nodo della rete informativa.
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