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Cantieri stradali a Milano: l’allarme di Assimpredil Ance sul caro-bitume

L’impennata dei prezzi dei materiali e dell’energia mette a rischio la manutenzione e la sicurezza delle infrastrutture urbane, mentre gli strumenti ordinari di compensazione si rivelano insufficienti.

Il comparto delle asfaltature e dei lavori stradali si trova ad affrontare una forte pressione economica che rischia di travolgere i cantieri proprio nei mesi cruciali di aprile e maggio. La crisi petrolifera, innescata dal conflitto in Medio Oriente, ha provocato un’impennata improvvisa del prezzo del bitume, delineando un quadro estremamente critico per tutte le imprese impegnate nelle manutenzioni infrastrutturali.

Secondo i dati dettagliati che l’associazione Assimpredil Ance ha presentato direttamente agli uffici del Comune di Milano, il costo medio del bitume ha subito un balzo vertiginoso, passando dagli 0,485 euro al chilo registrati a fine febbraio fino ai 0,637 euro al chilo di metà aprile. Si tratta di un incremento complessivo del 31% che si è consumato nell’arco di pochissime settimane, destabilizzando i bilanci preventivi delle aziende del settore.

A peggiorare lo scenario e ad aggravare la crisi dei cantieri non è solo il costo della materia prima principale, ma anche il pesante e simultaneo rialzo dei costi energetici necessari alla produzione. I dati sul comparto evidenziano infatti un aumento del 53,5% per il gas naturale e dell’11,4% per quanto riguarda l’energia elettrica.

L’azione congiunta di queste due dinamiche inflazionistiche – il caro-bitume da un lato e l’impennata energetica dall’altro – determina, in base ai calcoli di Assimpredil, un aumento reale del 25,8% sul prodotto finito pronto per la messa in posa. Questo squilibrio rende insostenibile la prosecuzione delle attività alle condizioni contrattuali precedentemente stipulate.

Per evitare il blocco totale delle attività manutentive, l’associazione ha affrontato la questione in modo diretto con l’amministrazione comunale milanese durante due incontri istituzionali avvenuti tra i mesi di aprile e maggio. In tali sedi è stato richiesto con urgenza un adeguamento straordinario dei valori economici dei bandi di gara, in modo da poter riconoscere i maggiori costi sostenuti dalle imprese a causa dell’emergenza internazionale.

Al centro del dibattito e delle critiche sono finite le Tipologie Omogenee di Lavorazione, note come Tol, ovvero lo strumento proposto dal Comune di Milano come meccanismo di compensazione dei rincari. Secondo la posizione espressa chiaramente da Assimpredil, le Tol non sono assolutamente adeguate a gestire questa specifica emergenza e non permettono la regolare apertura dei cantieri stradali. Trattandosi di uno strumento ordinario di revisione dei prezzi, non possiede le caratteristiche necessarie per coprire eventi del tutto eccezionali e imprevedibili, come la forte volatilità del mercato petrolifero legata ai contesti di guerra.

Il rinvio o il blocco dei lavori apre una problematica profonda che tocca da vicino la sicurezza urbana e la viabilità cittadina. L’associazione ha infatti richiamato l’assoluta necessità di accelerare, e non rallentare, gli interventi di manutenzione sulle strade di Milano. Le asfaltature devono partire il prima possibile per poter garantire la massima sicurezza sia ai cittadini residenti sia a chiunque frequenti la città per motivi di lavoro o transito.

La richiesta finale rivolta alle istituzioni mira a ripristinare le condizioni ideali per mettere le imprese nella posizione di eseguire i lavori con dignità e con i massimi standard di qualità. Tutto questo deve avvenire nel pieno rispetto dei principi di buona fede contrattuale e, soprattutto, garantendo il fondamentale equilibrio economico degli appalti pubblici.

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