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Autovelox, disattivati i dispositivi non in regola

Dopo l’entrata in vigore della riforma autovelox, sono stati spenti su tutto il territorio i dispositivi non in regola. 

Attualmente risultano disinseriti 712 apparecchi, a fronte dei 2.593 omologati per un totale di 3.305 dislocati sul territorio nazionale.
Dopo 34 anni, si è dunque messo fine al caos delle multe da rilevamento automatico grazie all’individuazione di criteri univoci per tutti i dispositivi utilizzati.

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ribadisce che se da un lato è fondamentale garantire la sicurezza stradale con misure chiare che devono essere rispettate dagli automobilisti, dall’altra il controllo per la sicurezza non può trasformarsi in un modo poco trasparente per fare cassa alle spalle dei cittadini.

Sono stati disattivati 12 apparati in Abruzzo, 14 in Basilicata, 8 nella provincia di Bolzano, 7 in Campania e Puglia, 15 nelle Marche, 4 in Val d’Aosta e uno in Basilicata. Più consistenti i numeri per Lombardia (144), Piemonte (131), Emilia-Romagna (94), Veneto (84), Toscana (69) e Friuli (47). Risultano disattivati anche 33 dispositivi nel Lazio, 18 in Molise, 6 in Sardegna, 8 in Sicilia, 16 in Liguria, 3 in Umbria, 9 in provincia di Trento, 4 in Calabria, mentre nessun apparecchio risulta spento in Molise. 

Le nuove norme in vigore, che disciplinano le caratteristiche, i requisiti e le procedure di omologazione, taratura e verifica di funzionalità dei dispositivi e dei sistemi per l’accertamento delle violazioni dei limiti massimi di velocità, hanno determinato lo spegnimento degli autovelox che, eventualmente, dovranno ottenere una omologazione per tornare attivi.

Il ministro Salvini ha ribadito l’importanza di garantire la sicurezza stradale con misure chiare che devono essere rispettate dagli automobilisti, senza che il controllo per la sicurezza si trasformi in un modo poco trasparente per fare cassa alle spalle dei cittadini.

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