Dal 1° luglio 2026 l’Autorità Nazionale Anticorruzione monitorerà l’efficienza decisionale delle stazioni appaltanti calcolando i tempi tra la scadenza delle offerte e la stipula dei contratti.
Il nuovo monitoraggio digitale dell’ANAC
A partire dal 1° luglio 2026, l’Autorità Nazionale Anticorruzione attiva il nuovo sistema informatico per misurare l’efficienza decisionale delle stazioni appaltanti e delle centrali di committenza qualificate. Questa novità attua le modifiche introdotte dal Correttivo Appalti, ovvero il Dlgs 209/2024, all’articolo 11 dell’Allegato II.4 al Codice dei contratti pubblici. I controlli avverranno in modalità completamente digitale e standardizzata attraverso la Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici. Il sistema calcolerà automaticamente il tempo medio che intercorre tra la data di scadenza originaria per la presentazione delle offerte indicata nei bandi e la data di stipula del contratto.
Il monitoraggio entra direttamente nel sistema di qualificazione delle amministrazioni per valutare la loro capacità di concludere le procedure entro i tempi normativi. In questa prima fase di applicazione, i dati sono calcolati alla data di riferimento del 30 giugno 2026 e diventano visibili dal 1° luglio 2026 nella sezione dedicata. Sotto la lente dell’ANAC finiscono le procedure aperte pubblicate tra il 1° gennaio 2025 e il 30 giugno 2026, mentre restano esclusi dal calcolo sia gli accordi quadro sia le convenzioni. La rilevazione manterrà una cadenza semestrale costante nel tempo, con un secondo controllo fissato al 31 dicembre 2026 e successivi aggiornamenti ogni 1° luglio e 1° gennaio di ciascun anno. L’Autorità specifica che l’analisi non si limiterà alle gare del singolo semestre, ma abbraccerà progressivamente tutte le procedure aperte rilevanti a partire dal 1° gennaio 2025.
Cosa succede se si superano i 160 giorni: il piano di riorganizzazione
La soglia critica stabilita dalla normativa è pari a 160 giorni medi. Se la stazione appaltante o la centrale di committenza supera questo limite temporale, sorge l’obbligo di trasmettere all’ANAC un dettagliato piano di riorganizzazione. All’interno del piano l’amministrazione deve indicare con precisione le cause del ritardo, le misure specifiche per superare le criticità, gli obiettivi temporali di riduzione dei tempi e la data prevista per il rientro sotto la soglia dei 160 giorni. Le azioni correttive devono focalizzarsi sulla riorganizzazione del personale, sul potenziamento della formazione specialistica e sull’adozione di strumenti digitali.
Per la prima finestra di monitoraggio legata alla rilevazione del 30 giugno 2026, la scadenza per l’invio della documentazione è tassativamente fissata al 31 agosto 2026. Nel caso in cui il superamento della soglia riguardi contemporaneamente sia il settore dei lavori sia quello dei servizi e forniture, l’amministrazione è tenuta a trasmettere un piano distinto per ciascun ambito di qualificazione. La trasmissione avviene per via informatica e il sistema ne registra in automatico la data garantendo la tracciabilità. L’ANAC può comunque decidere di avviare approfondimenti in contraddittorio con l’ente qualora emergessero profili meritevoli di chiarimento dal piano inviato o dai dati a disposizione. La mancata comunicazione del piano o la mancata adozione delle misure indicate integrano gravi violazioni ai sensi dell’articolo 63, comma 11, del Codice dei contratti pubblici.
Premialità a 115 giorni e strumenti di supporto
Il meccanismo digitale non ha finalità esclusivamente sanzionatorie ma prevede anche un sistema premiante. Se i 160 giorni attivano l’obbligo del piano di riorganizzazione, il parametro di riferimento per ottenere un punteggio premiale legato all’efficienza decisionale è invece fissato a 115 giorni. Il sistema di qualificazione rileva in automatico il contenimento dei tempi entro questo limite e assegna la premialità quando ricorrono tutti i presupposti normativi.
Per agevolare gli adempimenti burocratici e supportare le stazioni appaltanti, l’ANAC ha messo a disposizione due specifici strumenti d’aiuto nella pagina del servizio di qualificazione. Si tratta di un formulario in formato Excel utile alla concreta predisposizione del piano di riorganizzazione e di un documento contenente le indicazioni operative per l’uso della piattaforma, con tutte le istruzioni su tempistiche, caricamenti e scansioni temporali. Il sistema rende inoltre disponibile un file Excel di dettaglio che racchiude tutte le informazioni usate nel calcolo, come l’elenco dei CIG, le date di pubblicazione, le tipologie di procedura e le modalità di realizzazione, assicurando così uniformità di valutazione e certezza applicativa.
