Nel 2024 il cantiere di Piazza Pia ha restituito una testimonianza archeologica di eccezionale valore durante i lavori per il Giubileo 2025, confermando ancora una volta come Roma continui a custodire nel sottosuolo tracce fondamentali della propria storia.
Gli interventi infrastrutturali realizzati da Anas nell’area compresa tra Castel Sant’Angelo e via della Conciliazione hanno infatti portato alla luce, sulla sponda destra del Tevere, un complesso archeologico di particolare rilievo storico collocabile tra l’età augustea e la piena età imperiale. Gli scavi sono stati condotti sotto la supervisione della Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma, con la direzione scientifica del funzionario archeologo Alessio De Cristofaro.
Nello scavo è stato ritrovato un terrazzamento della riva del Tevere costituito da un muro in opera quadrata di travertino dietro al quale fu realizzato un portico colonnato di età giulio-claudia, di cui restano le sole fondazioni, e un’ampia superficie aperta sistemata a giardino.
Il complesso presenta almeno tre differenti fasi edilizie succedutesi tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C. Determinante, per l’identificazione del complesso, è stato il ritrovamento di una fistula plumbea (una tubazione in piombo per il trasporto di acqua) recante l’iscrizione [C(ai)] Cæsaris Aug(usti) German[ici], che consente di attribuire la proprietà dell’area a Caligola, figlio di Germanico e imperatore dal 37 al 41 d.C.
Il dato, quindi, conferma l’esistenza di un articolato giardino imperiale affacciato sul fiume, destinato a funzioni rappresentative e di svago e che è probabilmente identificabile con gli Horti di Agrippina, vasto giardino sulla riva del Tevere appartenuto anche all’imperatore Caligola e citato nelle fonti storiche.
Oltre a queste strutture monumentali, gli archeologi hanno individuato una fullonica del II-III secolo d.C., un’antica lavanderia destinata al trattamento dei tessuti– costruita dopo l’abbandono della precedente struttura.
Proprio all’interno di quest’ultima sono state rinvenute importanti Lastre Campana, terrecotte figurate utilizzate originariamente per la decorazione architettonica dei tetti e successivamente reimpiegate come copertura delle canalizzazioni di scolo delle acque della fullonica. Le lastre presentano scene mitologiche di particolare interesse iconografico e costituiscono una testimonianza rara della decorazione degli edifici del periodo.
Il valore scientifico dei rinvenimenti ha trovato un primo momento di restituzione pubblica nella mostra Sulle vie del Giubileo. Pellegrini, treni, papi, ospitata nel luglio 2025 da Villa Farnesina e nel relativo catalogo: Sulle vie del Giubileo. Pellegrini, treni, papi.

L’esposizione, promossa dall’Accademia Nazionale dei Lincei, da FS Italiane e dalla Fondazione FS Italiane, con il sostegno della Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma e in collaborazione con la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, Anas e Archeolog ETS, ha presentato al pubblico alcuni dei reperti più significativi provenienti dagli scavi di Piazza Pia, tra cui la fistula in piombo attribuita a Caligola ed un’altra attribuita a Livia Drusilla e le citate Lastre Campana.
La partecipazione di Anas alla mostra si inserisce in un più ampio percorso di valorizzazione del patrimonio emerso durante i lavori giubilari. L’azienda, infatti, oltre a collaborare all’allestimento dell’esposizione attraverso Archeolog ETS, ha curato anche una sezione dedicata alla storia del Ponte dell’Industria, il cosiddetto “Ponte di Ferro”, recentemente restaurato e riaperto al traffico.
L’intervento del sottopasso di Piazza Pia rappresenta un esempio significativo di integrazione tra opere pubbliche, ricerca archeologica e valorizzazione culturale, restituendo alla città non solo nuove infrastrutture ma anche una più profonda consapevolezza della propria memoria storica.
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