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A4 Brescia-Padova: esposto Anac di Conftrasporto su concessione

L’associazione contesta l’ipotesi di assegnazione della concessione senza gara pubblica, paventando il rischio di rincari per i pedaggi e violazioni delle norme europee.

La concessione della tratta autostradale A4 Brescia-Padova è al centro di una dura contestazione che rischia di bloccare i piani del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. L’arteria stradale, attualmente gestita dalla società Autostrada Brescia Verona Vicenza Padova del gruppo A4 Holding (facente capo alla spagnola Abertis), vedrà scadere il proprio contratto il 31 dicembre 2026.

Il Mit avrebbe manifestato l’intenzione di procedere con un affidamento diretto in house a favore di Cav (Concessioni autostradali venete), una società partecipata pariteticamente al 50% dalla Regione Veneto e da Autostrade dello Stato. Questa procedura eviterebbe il ricorso a un bando di gara internazionale, come avvenuto invece per altre tratte quali l’A22 del Brennero.

Contro questa ipotesi si è schierata formalmente Conftrasporto-Confcommercio, che ha depositato un esposto formale all’Anac. Il documento, firmato dal presidente Pasquale Russo e indirizzato al presidente dell’autorità anticorruzione Giuseppe Busia e alle Direzioni generali della Commissione europea competenti per la Concorrenza e il Mercato interno, definisce la manovra radicalmente illegittima.

Secondo l’associazione, l’affidamento diretto a Cav risulterebbe privo dei requisiti minimi previsti dalle normative europee e nazionali. Tra i nodi principali vi è l’assenza di una partecipazione diretta del Mit in Cav, elemento che impedirebbe di esercitare il controllo analogo necessario per bypassare la gara. Inoltre, non verrebbe rispettato il requisito di legge secondo cui una società in house deve fatturare l’80% con i propri enti controllanti.

La scelta del ministero contrasterebbe apertamente anche con gli impegni assunti dall’Italia nell’ambito del Pnrr, che impongono una massima apertura al mercato per assicurare efficienza e trasparenza. L’esposto solleva infine una forte preoccupazione per le ripercussioni economiche sugli utenti.

Senza il confronto competitivo di una gara pubblica, verrebbe meno lo stimolo a offrire servizi migliori e tariffe più basse. La gara rappresenta infatti l’unico strumento che permette all’amministrazione di selezionare l’operatore capace di garantire le condizioni più vantaggiose in termini di investimenti, qualità del servizio e sostenibilità dei livelli tariffari dei pedaggi.