In occasione della Giornata Mondiale del Ricordo delle Vittime della Strada, che si celebra la terza domenica di novembre, quest’anno il giorno 16, AISICO – azienda italiana leader nella sperimentazione, certificazione e innovazione dei sistemi di sicurezza stradale e infrastrutturale – richiama l’attenzione sulla necessità di intervenire con urgenza sulla sicurezza delle infrastrutture.
Ogni anno migliaia di vite si spezzano sulle strade italiane: ricordarle significa anche affrontare le cause strutturali che rendono ancora troppo alto il numero delle vittime. Le barriere stradali di sicurezza oggi in esercizio sulle nostre strade sono state progettate negli anni ’90, quando le auto pesavano in media circa 1.200 chili. Oggi SUV e veicoli elettrici superano spesso i 1.800 chili, ma il quadro normativo resta fermo all’ultima revisione delle norme sulle barriere che risale al Decreto Ministeriale 223 del 1992. In caso di urto con SUV o auto elettriche, dunque, la capacità di contenimento delle barriere può risultare gravemente compromessa.
A fine 2024, ANSFISA, l’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali, ha emesso una circolare diretta a ANAS, Regioni, Province e Comuni per avviare il censimento delle barriere stradali e definire le priorità di intervento, in linea con le linee guida del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, che fissano scadenze fino al 2026.

“Le barriere che oggi troviamo sulle nostre strade sono state pensate per veicoli molto più leggeri – commenta Ottavia Calamani, CEO di AISICO – . È come se avessimo aggiornato tutto, dai motori all’elettronica, ma avessimo lasciato indietro ciò che deve salvare le vite quando la tecnologia non basta. Le normative in vigore da più di trent’anni non sono state adeguate ai cambiamenti avvenuti nel traffico delle strade europee né alle prestazioni e alle caratteristiche dei veicoli moderni. È un vuoto normativo che non va sottovalutato: servono nuovi standard e strumenti digitali per censire e monitorare in modo continuo lo stato reale delle infrastrutture. È urgente, a livello continentale, un aggiornamento del quadro normativo, perché le norme oggi in vigore non rispecchiano più l’evoluzione del mondo dell’automotive. Il modo migliore per onorare le vittime è lavorare perché simili tragedie non si ripetano”.
Le barriere inadeguate o usurate non sono un’eccezione, e le norme attuali non obbligano alla loro sostituzione, creando un vuoto normativo che espone gestori e automobilisti a rischi concreti.
Secondo i dati diffusi dall’Istat, nel 2024 sono stati 3.030 i morti in incidenti stradali in Italia, 233.853 i feriti (+4,1% rispetto all’anno precedente) e 173.364 gli incidenti stradali (+4,1%) registrati. Un dato che conferma quanto sia urgente agire per centrare l’obiettivo europeo di dimezzare le vittime entro il 2030.
> Se questo articolo ti è piaciuto, iscriviti alla Newsletter mensile al link http://eepurl.com/dpKhwL e ricorda di seguirci anche sulla nostra pagina Linkedin Strade & Autostrade | LinkedIn <
