Con la circolare della Ragioneria generale dello Stato, sono stati stabiliti i prossimi passaggi del Piano.
Tutti gli obiettivi del Piano nazionale di ripresa e resilienza dovranno essere completati entro il 31 agosto 2026. Non tutte le spese necessariamente dovranno essere sostenute in quella data: la scadenza per la presentazione delle richieste di pagamento è il 30 settembre 2026, con valutazione da parte della Commissione europea entro il 30 novembre 2026. Al 31 dicembre il versamento dell’ultima rata per l’Italia.
La Ragioneria generale dello Stato, ha fatto il punto in conformità della Comunicazione della Commissione europea del 4 giugno scorso. Bruxelles ha concesso agli Stati membri la possibilità di procedere a una revisione finale dei Piani entro ottobre del 2025.
1) mappare lo stato di avanzamento delle misure e identificare quelle non realizzabili o difficilmente realizzabili entro agosto 2026;
2) rimuovere le misure che non potranno essere completate nei tempi;
3) semplificare descrizioni e obiettivi delle misure che restano in vita, per agevolarne l’attuazione e il monitoraggio.
Le amministrazioni titolari sono invitate a verificare l’allineamento dei dati attraverso al sistema ReGiS, che deve essere costantemente aggiornato, per offrire una rappresentazione realistica dello stato di avanzamento.
L’aggiornamento deve avvenire con il diretto coinvolgimento dei soggetti attuatori, chiamati a garantire la piena coerenza tra il progresso dei singoli progetti e quello delle corrispondenti misure del Piano.
Gli uffici della Ragioneria sono a disposizione per fornire assistenza tecnico-amministrativa. La qualità dei dati immessi in ReGiS è la condizione indispensabile per lo sblocco dei trasferimenti e, per la rendicontazione alla Commissione europea.
Per le anticipazioni dei trasferimenti alle Amministrazioni, la quota ordinaria è fissata al 30% del contributo assegnato, con possibilità di arrivare fino al 90% nei casi in cui lo stato di avanzamento superi la soglia del 50% del valore complessivo dell’intervento.
I soggetti attuatori sono chiamati a rispettare il cronoprogramma delle opere e dei servizi e anche i criteri di sana gestione finanziaria oltre ai vincoli di tracciabilità delle spese.
Dopo il 31 dicembre 2026 si entrerà nella fase dei controlli e della memoria amministrativa, che peserà ancora per cinque anni. Chi non rispetterà le scadenze rischia di compromettere il saldo finale del Piano.
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