Si stringono i tempi per la realizzazione della variante Idro-Vestone, lungo la SP 237 del Caffaro. Nella sede della Comunità Montana a Vestone (Brescia) è stato presentato il progetto esecutivo del primo stralcio che prevede la realizzazione di due rotatorie e un ponte, nell’ambito del progetto complessivo da 60.511.757 di euro totali. Di questa cifra 28.511.757 sono stati resi disponibili da Regione Lombardia, 27.500.000 dalla Provincia Autonoma di Trento e 4.500.000 dal Fondo dei Comuni Confinanti. L’opera, attesa da tempo, rappresenta una soluzione per favorire il decongestionamento del traffico dei centri abitati, concentrato sull’unica via di comunicazione che collega i territori dell’Alta Valle Sabbia e le province di Brescia e Trento.
Le prime attività riguardano gli interventi di bonifica bellica e di installazione del cantiere. Seguiranno le operazioni di movimentazione terre e costruzione. Il cronoprogramma stabilisce una durata dei lavori per il primo stralcio pari a 13 mesi. L’inizio è previsto a ottobre 2025.
‘La ex SS 237 del Caffaro’ è la direttrice storica che collega il territorio bresciano a quello di Trento e ai comprensori sciistici di Madonna di Campiglio. Questa strada attraversa la media e alta Val Sabbia e la riviera occidentale del lago d’Idro, territorio condizionato da vincoli orografici e urbanizzativi che hanno progressivamente compromesso la sua funzione di collegamento.
Con il progetto di questa variante, si agevola l’accessibilità alle valli e aree montane e si decongestionano dal traffico i centri urbani nel tratto tra Nozza e il Lago di Idro.
L’obiettivo principale è, certamente, quello dell’alleggerimento del traffico, con ricadute positive anche sulla riduzione dei livelli sonori, delle emissioni di inquinanti atmosferici e anche maggiore sicurezza per pedoni e ciclisti che si muovono a livello locale.
Con il secondo stralcio, i cui lavori sono in via di definizione, sarà realizzata la prosecuzione della deviante che, secondo progetto, prosegue verso nord-est, quasi parallela al fiume Chiese, con una curva a destra di ampio raggio. Una strada di servizio affiancherà questo tratto, sottopassando la deviante. Il tracciato si sviluppa alternando tratti in rilevato e in scavo, con un manufatto scatolare per il sottopassaggio della strada locale. Dopo un tratto rettilineo, il tracciato raggiunge l’imbocco della galleria di ‘Cima Antegolo’. La galleria permette di evitare un’ansa del fiume, riducendo il percorso e l’impatto ambientale.
A metà della galleria, una lunga curva riporta il tracciato parallelo al fiume, che viene nuovamente attraversato con un ponte in curva di 65 metri. Segue un tratto in galleria (galleria di Monte Coste) e un adeguamento della SPBS 237 esistente. Il progetto termina con una rotatoria a due bracci all’ingresso di Pieve Vecchia (Idro), dopo uno sviluppo di circa 3100 metri.
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