In provincia di Torino a rischio quasi 3mila chilometri. Intanto per le verifiche sono stati stanziati solo 200mila euro
L’Europa ha intrapreso un’azione decisa per mettere in sicurezza le principali strade del Continente. Pertanto ogni nazione dovrà verificare lo stato di ognuna di esse (arterie di categoria C, ovvero strade extraurbane secondarie, ad unica carreggiata con almeno una corsia per senso di marcia e banchine), disporre, qualora fosse necessario, lavori di messa in sicurezza, oppure chiuderle. Le verifiche spetteranno ai comuni e alle Regioni.
Il Piemonte ha stanziato la cifra di 200mila euro (almeno per ora, ma riguardano solo i servizi di verifica), per i lavori che si renderanno necessari.
Considerando che quasi tutte le strade, almeno in provincia di Torino, hanno necessità di adeguamento rispetto agli stringenti protocolli di sicurezza determinati dalla Ue e che con 200mila euro al massimo si rifà un marciapiede, allora è plausibile ipotizzare che entro non molto decine di arterie importanti dovranno essere chiuse al traffico.
Naturalmente, solo se non cambieranno le carte in tavola, se non ci saranno proroghe o se la Regione non deciderà di aumentare considerevolmente il budget.
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