Verranno riconfermati i 350 milioni per la manutenzione stradale
L’azzeramento dei tagli del Milleproroghe ai fondi per le manutenzioni stradali di Province e Città metropolitane; lo scambio con un programma scandito da scadenze rigide su impegni di spesa e rendicontazioni, pena la restituzione dei soldi; e un’altra battaglia sui numeri. Sono stati questi i contenuti del vertice al Ministero delle Infrastrutture.
Matteo Salvini e gli Amministratori locali si sono riuniti martedì 3 giugno in un vertice sul tema dei tagli alle strade, dopo le polemiche con la diffusione delle spese cancellate agli Enti locali. Il contenzioso è stato relativo al taglio da 350 milioni portata dal Milleproroghe (articolo 7, comma 4-novies del Dl 202/2024) sulle assegnazioni per il 2025 e del prossimo, tolte a Città e Province e girate a copertura degli extracosti generati dagli investimenti ferroviari del Pnrr.
Anche il Ponte sullo Stretto, oggetto però di un altro intervento, in legge di bilancio, che per rimodulazione di fondi relativa ad altre opere aveva cominciato a ridurre le spese sulle strade locali cancellando 35 milioni per il 2025-26 e azzerando la dote sul 2029.
Il colpo più pesante sferrato dal Milleproroghe, è la questione del recupero che arriverà con la conversione del Decreto Legge sulle Infrastrutture, che sta per essere discussa alla Camera. I tecnici sono al lavoro per definire le nuove regole. Il Ministro Salvini afferma «ristoreremo i fondi 2025 e 2026», in cambio di «una presa di responsabilità» chiesta a tutte le amministrazioni per «spenderli, e spenderli sulle strade».
«Dal 2018 al 2024 le Province hanno impegnato il 93% delle risorse assegnate e ne hanno speso l’84%», sostiene il presidente dell’Unione delle Province Pasquale Gandolfi. Sulla stessa linea le Città metropolitane: «Siamo disponibili a una soluzione che garantisca le risorse, sottolinea il coordinatore Anci per le Città Matteo Lepore, agli Enti che rispettino una tempistica certa della spesa».
La nuova norma dovrà blindare il meccanismo: indicando direttamente nella legge l’assegnazione delle quote e i termini per certificare l’impegno e poi la spesa, senza passare dalla tappa intermedia del Decreto Ministeriale di programmazione.
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