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La gara per la Concessione della A22 per Aiscat è: “da rivedere”

In una lettera dalle Concessionarie autostradali al Mit: nel bando mancano principi di equità e un procedimento, contrario alle recenti riforme di project financing proposto da Autobrennero

Il bando pubblicato dal Mit, della gara europea per l’affidamento della concessione cinquantennale di A22 solleva dubbi sia da parte della Commissione europea sia tra le altre concessionarie autostradali. L’Aiscat con una lettera inviata al Mit, al ministro Matteo Salvini e al presidente dell’Autorità di regolazione dei trasporti, Nicola Zaccheo, esprime «una forte preoccupazione» circa alcune previsioni del bando di gara che «appaiono estranee al sistema regolatorio introdotto da Art nel 2019 e in corso di revisione nell’ambito di un diverso procedimento, contrarie alle recenti riforme introdotte dal legislatore e distanti dai principi di equità a cui si dovrebbe invece ispirare un sistema funzionale al sostentamento di grandi investimenti come quelli in questione».

L’associazione dei Concessionari elenca alcuni elementi che meriterebbero un approfondimento. L’Aiscat chiede quindi di valutare soluzioni alternative per sostenere gli investimenti, al di là del project financing, «soluzione già ritenuta non idonea in sede europea». Il Mit, ha messo a gara la proposta spontanea di finanza di progetto presentata da Autostrada del Brennero, che manterrà il diritto di prelazione su eventuali controproposte. Sono previsti pesanti investimenti per 9,2 miliardi di euro interamente autofinanziati e da distribuire sui 50 anni della concessione, che per A22 Autobrennero dovrebbero aumentare lo sviluppo di tutti i territori attraversati dall’autostrada.

Aiscat scrive: «Riteniamo poco coerente introdurre una norma (la legge 193/2024) in data 18 dicembre 2024 che vieta espressamente l’applicazione dell’istituto della finanza di progetto alle concessioni scadute e/o in scadenza e pubblicare un bando solamente pochi giorni dopo (il 3 gennaio 2025) in aperta deroga alla stessa. Sarebbe stato più coerente, prosegue Aiscat, procedere alternativamente o con una proroga della concessione, qualora le opere siano considerate urgenti per la sicurezza trasportistica del Paese, o con una gara con termini e condizioni in linea con la normativa di riforma appena emanata».

Altro punto delicato riguarda la continuità progettuale. Aiscat inoltre scrive: «Lo sviluppo dei progetti da parte del concessionario uscente è certamente comprensibile dal punto di vista di efficienza ed efficacia. Non si può non evidenziare tuttavia come tale approccio determini che il rischio di progettazione delle opere si riverberi nei confronti del concessionario subentrante, soggetto che lo assumerebbe in una condizione di chiara asimmetria informativa e non chiara valutazione del profilo di rischio».

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