Anas a breve tornerà nelle mani dello Stato Italiano, la mancanza di sinergie sono il motivo della scelta. È quanto si legge da un articolo di Repubblica del 27 ottobre 2025 che ha anticipato alcune misure previste dalla prossima Finanziaria.
Un’operazione che era nell’aria da tempo e che si concretizzerà entro la fine dell’anno. Alla base della scissione, riporta il quotidiano, sarebbe la mancanza di sinergie tra Anas e le altre società del Gruppo FS: da qui la necessità di avere due bilanci separati.
Da una parte le FS si affacciano verso le nuove sfide del libero mercato, con una flotta rafforzata di Frecciarossa 1000, e alla gara per i servizi universali Intercity. Dall’altra Anas sembra destinata a diventare la stazione appaltante per i lavori delle province italiane.
Nel frattempo il Governo già da giugno 2024 ha cominciato a mettere in cantiere la nuova Autostrade per lo Stato SpA, che ha acquisito Anas da aprile 2025 per le partecipazioni nelle società del pedaggio autostradale: il 50% di Concessioni Autostradali Venete (Cav), il 35% di Autostrada Asti-Cuneo, il 32,125% della Spa per il Traforo del Monte Bianco (Sitmb) e il 31,75% della Società Italiana Traforo del Fréjus (Sitaf).
Di fatto l’attuale Anas, privata del redditizio settore del pedaggio, è risultata essere un peso per le FS che ne stanno suggellando l’addio dopo 7 anni di convivenza forzata. Correva l’anno 2018 quando il Governo Gentiloni trasferiva le azioni di Anas alle Ferrovie, con l’obiettivo di riportare i conti in ordine.
Adesso Anas, benché ridimensionata, dovrà cogliere la sfida della gestione delle strade provinciali, restando in un quadro di controllo pubblico al 100% sotto la direzione del MEF.
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