Riportiamo l’articolo sulla possibile riapertura della galleria del Col di Tenda bis, apparso ieri sul quotidiano La Stampa a cura di Matteo Borgetto
«Il Tenda riaprirà a fine anno in modalità di cantiere. Oggi è stato riconfermato». L’ha detto venerdì, al grattacielo della Regione Piemonte, il governatore Alberto Cirio all’incontro con il vicepresidente del Consiglio dei ministri e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, sul tema dell’impatto economico relativo alla situazione dei trafori e dei collegamenti verso la Francia. Che è ancora critica: galleria del Tenda chiusa da quattro anni, traforo ferroviario del Frejus inagibile dall’agosto 2023 per una frana, tunnel stradale del Monte Bianco chiuso per lavori di manutenzione e messa in sicurezza che proseguiranno per tre mesi all’anno, per 18 anni, fino al 2041.
Al tavolo hanno partecipato anche il presidente della Valle d’Aosta, Renzo Testolin, il sindaco di Torino Stefano Lo Russo e, in video collegamento, il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi e l’ambasciatore francese in Italia, Martin Briens. Questi ultimi, hanno fornito rassicurazioni sulla riapertura del Tenda entro la scadenza di dicembre, una data già annunciata ai primi di agosto dal presidente Cirio, intervenuto al mega cantiere sopra Limone per la prima riunione della nuova giunta regionale in segno di «vicinanza alla comunità».
Un mese prima, la Conferenza intergovernativa aveva indicato le stesse scadenze, con il completamento del nuovo ponte metallico sul rio della Cà in valle Roya entro fine settembre (seppur non preoccupante, un nuovo ritardo: martedì è stato gittato il cemento alla base dell’impalcatura, serviranno 28 giorni per il consolidamento), delle opere civili in galleria entro fine ottobre, e degli impianti entro metà novembre. Poi un mese di collaudi (a fine novembre è atteso un elenco con le date precise) e la riattivazione del traffico entro la stagione invernale, forse a Natale.
Nel periodo delle festività, ha dichiarato Tajani, c’è l’impegno dei francesi ad accelerare e riaprire il Frejus e sul raddoppio del Monte Bianco si è registrata un’apertura, da parte di Parigi, che il vicepremier ha definito «un cambio di passo importante».
Tornando al Tenda, meno confortanti le dichiarazioni del sindaco di Breil, Sébastien Olharan e della consigliera regionale del Dipartimento Alpi Marittime, Laurence Boetti Forestier, al termine di un sopralluogo giovedì scorso al cantiere in occasione della visita degli ambasciatori per la Cooperazione transfrontaliera Andrea Cavallari e Philippe Voiry. Pur riconoscendo che le cose sono migliorate, soprattutto a livello di manodopera con la presenza di 140 addetti, gli amministratori d’Oltralpe sono apparsi scettici sull’apertura a dicembre («Se siamo fortunati, arriverà in estate, altrimenti non prima del nuovo anno scolastico 2025») e contrari alla circolazione in modalità di cantiere («Una farsa, un pretesto per trascinare i lavori ancora più a lungo»), che in ogni caso avverrà a senso unico alternato da semaforo, proprio come 11 anni fa.
Per non parlare dei costi, lievitati dagli iniziali 140 alle ultime stime di 330,2 milioni, di cui 130 per il rifacimento del traforo storico su cui l’Italia ha già stanziato il denaro per la sua percentuale del 58% nel programma pluriennale Anas, la Francia non ancora.
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