Stando ai dati dell’Anac (Autorità nazionale anticorruzione) sulle gare e sulle procedure di appalto svolte fra il 2023 e il 2024 emerge che per gli appalti avviati nel 2023 è arrivato all’affidamento il 74% del valore appaltato, ma per quelli avviati nel 2024 solo il 5%.
In totale le procedure non ancora completate superano il 60% di tutte quelle avviate dal 2023 che sono circa 98.000. Per gli importi di appalti non ancora affidati il 45% delle procedure non sono state completate, sono 35,5 miliardi su 79,2 totali.
Il settore dei lavori pubblici non registra una particolare sofferenza. Il dato peggiore riguarda la quota degli appalti ancora fermi per le forniture (74%) e per i servizi in termini di importi economici (65%). Se si considerano le sole procedure avviate nel 2024, la situazione è drammatica: su 13.6 miliardi di euro di procedure di lavori pubblici, quelle non avviate ammontano a 13 miliardi milioni di euro. Se aggiungiamo i 6,7 miliardi del 2023, la cifra finale è di quasi 20 miliardi di lavori pubblici finanziati con il Pnrr non ancora affidati.
L’Anac precisa che risulta evidente e chiaro che la situazione non sia recuperabile a meno che il Governo non ottenga dalla Ue una proroga della scadenza di giugno 2026.
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