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Oice Informatel, in calo le gare per il Pnrr: nel terzo timestre sono il 9,2% del mercato

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Le gare per il Pnrr sono in forte calo nel terzo trimestre 2024: sono soltanto il 9,2% del totale del mercato. I Comuni sono stati i più attivi con il 63,2% dei bandi mentre l’edilizia scolastica totalizza 19,1% delle gare. Questi i principali dati del nuovo report diffuso dall’Oice (l’Associazione delle società di ingegneria e architettura aderente a Confindustria) sui bandi di gara relativi ad opere del Pnrr e del Piano nazionale complementare, che certificano una netta riduzione del numero e del valore delle gare: sono stati pubblicati 136 bandi, per un valore di servizi di 42,7 milioni, relativi a 627,2 milioni di lavori.

A confronto con il secondo trimestre 2024, il terzo trimestre vede un calo del 32,7% nel numero dei bandi e del 54% nel valore dei servizi a base d’asta, con un conseguente impatto anche sul valore dell’importo dei lavori, che cala del 27,5%. Il confronto con il terzo trimestre 2023 evidenzia un crollo del valore dei servizi, ancora più pesante: -80,3%.

Il Presidente dell’Oice, Giorgio Lupoi: «Il nostro report certifica che la gran parte delle più importanti iniziative legate al Pnrr sono ormai in fase di gara per l’esecuzione dei lavori. Ne è prova il crollo delle verifiche sui progetti, che nel trimestre precedente erano, in valore, dieci volte superiori e in numero sono calate del 70%. Molte delle nostre società si stanno attrezzando per avviare la fase di direzione lavori legata all’esecuzione dei contratti di appalto. Esiste ancora un buon numero di affidamenti diretti che a livello locale vengono posti in essere per iniziative di importi ridotti. In generale vediamo certamente difficoltà nel rispettare la scadenza del 2026, anche e soprattutto se entro quella data dovrà essere perfezionato anche il collaudo».

«Siamo orgogliosi – conclude Lupoi – di quanto abbiamo fatto per rispondere alle esigenze delle amministrazioni in fase progettuale, superando grandi difficoltà anche nelle fasi autorizzative. Adesso è bene che i soggetti attuatori valutino l’opportunità di chiedere, come è peraltro già avvenuto in alcuni importanti casi, supporti di project management e di assistenza tecnica per evitare ritardi e costi in aumento».

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