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Tutela ambientale, approvata la proposta di legge costituzionale

(come riportato in una nota del MIMS)

Modificati gli articoli 9 e 41 della Carta

La tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi entra definitivamente in Costituzione. La Camera ha approvato la proposta di legge costituzionale che modifica gli articoli 9 e il 41 della Carta. Di questa rilevante svolta se ne parla approfonditamente in un articolo de La Stampa a firma di Maria Berlinguer. Il testo, alla seconda lettura, è passato con 468 voti a favore, un contrario e sei astenuti.

L’articolo 9 è uno degli articoli «fondamentali» della Costituzione: in esso era già contenuta la tutela del patrimonio paesaggistico e del patrimonio storico e artistico della nazione. La modifica dell’articolo 41 sancisce che la salute e l’ambiente sono paradigmi da tutelare da parte dell’economia al pari della sicurezza, della libertà e della dignità umana.

La legge inoltre determina i programmi e i controlli opportuni «perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali e ambientali». Clausole di salvaguardia inoltre garantiscono l’applicazione del principio di tutela degli animali anche negli Statuti speciali delle Regioni.

Soddisfatto il presidente del Consiglio, Mario Draghi: «È una giornata storica per il Paese che sceglie la via della sostenibilità e della resilienza nell’interesse delle future generazioni», si legge nell’account Twitter di Palazzo Chigi.

Grande gioia viene espressa da tutte le associazioni ambientaliste, che per anni si sono battute per raggiungere questo traguardo. Legambiente, si legge nell’articolo,  saluta «la bellissima e storica notizia», ma con il suo presidente Stefano Ciafani auspica che ora «il nostro Paese passi anche dalle parole ai fatti affrontando con più decisione e concretezza i grandi temi ambientali, a partire dalla lotta alla crisi climatica e dalla diffusione degli impianti a fonti rinnovabili, e i tanti problemi irrisolti con interventi, riforme come l’introduzione dei delitti contro la flora e la fauna che ancora manca all’appello». Chiede fatti anche Greenpeace: «Un’evoluzione in linea con le attese dei cittadini che ora vogliono fatti concreti: una vera transizione ecologica, la tutela della biodiversità (la protezione di almeno il 30% del territorio, mare compreso) e una migliore qualità dell’ambiente in cui viviamo». Per il Wwf si tratta di una riforma epocale.

Ma se il mondo dell’ambientalismo festeggia, e la politica applaude («momento unitario importante» sottolinea il segretario Pd Enrico Letta), è tutto il governo a salutare quello che il ministro delle Infrastrutture, Enrico Giovannini, che era stato tra i promotori della modifica, definisce «il passaggio storico del Parlamento».

Felice il ministro della Transizione ecologica. «Credo sia una giornata epocale, ne sono molto contento come cittadino e come proprietario di cani, gatti e pappagalli, ma come governo aggiungo che stiamo facendo uno sforzo enorme sul Pnrr, la transizione ecologica è un po’ questo: riuscire a fare una grande trasformazione che deceleri il riscaldamento, che freni certi eventi avversi a livello meteorologico mantenendo la sostenibilità sociale», dice a pochi minuti dal voto Roberto Cingolani.

«La difesa del pianeta diventa la premessa alla piena realizzazione della persona, l’uomo anche nella nostra Carta riconosce che sono necessari limiti alla propria azione, pena la catastrofe, poche lettere cambiano la gerarchia dei beni da tutelare», commenta il ministro del Lavoro, Andrea Orlando.

Commenta il presidente della Camera, Roberto Fico: «Si tratta di un passaggio storico. Un segnale chiaro del Parlamento che dovrà essere un faro per il presente e il futuro del nostro Paese».