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Sul Nuovo codice appalti, il ministro Salvini chiede di dimezzare il testo della bozza di Palazzo Spada

Il ministro delle Infrastrutture conferma di voler portare il decreto al Consiglio dei Ministri entro metà dicembre

Sul nuovo codice appalti il neo ministro delle Infrastrutture chiede una rigida cura dimagrante. «Il testo della bozza del codice appalti deve essere tagliato della metà», eliminando il 50% «delle parole ora presenti nel testo», ha detto il ministro, intervenendo all’assemblea di Confindustria Assoimmobiliare a Roma.

Pur dando atto del lavoro svolto dal Consiglio di Stato, a Salvini la bozza della commissione mista nominata da Palazzo Spada non deve essere piaciuta molto. «Come missione iniziale ho chiesto agli uffici dell’Mit di tagliare la metà del testo – ha insistito il neo ministro, bisogna ridurre alla metà il corpo semantico, dando alcune indicazioni: sburocratizzare, velocizzare gli appalti sotto soglia».

«È una corsa contro il tempo – ha sottolineato – perché mancano ancora alcune decine di allegati». Per raggiungere l’obiettivo il neo ministro ha intenzione di chiedere l’aiuto degli operatori, sottraendo la bozza la controllo esclusivo dei tecnici di Palazzo Spada.

Salvini ha chiesto «agli uffici del Mit che sono corresponsabili con Palazzo Chigi dell’estensione finale del testo di aprire le porte del ministero di coinvolgere associazioni, realtà imprenditoriali, soggetti pubblici e privati» per semplificare la bozza composta ora da 230 articoli (10 in più del codice in vigore) e circa 40 allegati.

«Va rimessa in circolo l’energia, la voglia anche del pubblico di firmare, di prendersi delle responsabilità, di autorizzare», ha aggiunto Salvini, secondo cui «va rivisto anche il ruolo della Corte dei Conti», perché «in un Paese normale sarebbe importante che il parere venga dato positivamente a monte e non negativamente a valle». Vedremo a dicembre se l’impegno produrrà gli effetti sperati dal nuovo ministro.