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Sovranità digitale, all’Europa serve una geopolitica della tecnologia

(Come riportato da Luigi Dell’Olio per “La Repubblica”)

Gli analisti dello European Council on Foreign Relations indicano in un documento la roadmap per consentire all’Ue di giocare un ruolo centrale nello scacchiere del potere IT

“Per contrastare l’influenza cinese e russa in ambito tecnologico, l’Unione europea dovrebbe stringere alleanze digitali con i Paesi affini, cercare maggiore convergenza con gli Stati Uniti e gli altri alleati occidentali, nonché offrire ai Paesi del Sud del mondo un attraente percorso alternativo per lo sviluppo digitale”. È la ricetta indicata Julian Ringhof e José Ignacio Torreblanca, rispettivamente visiting fellow e senior policy fellow dello European Council on Foreign Relations, un gruppo di riflessione paneuropeo impegnato a condurre ricerca indipendente allo sviluppo di una politica estera basata sui valori europei.

Nel policy brief intitolato “The Geopolitics of technology: how the EU can become a global player”, gli esperti partono dalla constatazione che i conflitti nello spazio digitale sono al centro delle lotte di potere globali, per cui l’Ue non può restare in disparte.

“Per diventare un attore geopolitico, l’Ue dovrebbe imparare a mettersi in gioco a livello globale in ambito tech, e adottare un’ambiziosa strategia di diplomazia digitale”, si legga nell’analisi. Che ricorda come la diplomazia digitale consentirebbe all’area di difendere meglio i propri valori, aumentare la propria sicurezza e favorire lo sviluppo dei mercati digitali interni e mondiali.

La Cina, segnalano Ringhof e Torreblanca, sta inducendo gli altri Paesi a sviluppare una dipendenza tecnologica da Pechino, isolando i propri cittadini dalle influenze straniere, orchestrando attacchi informatici e di cyber-spionaggio, nonché utilizzando in maniera strategica le tecnologie 5G per controllare le reti di telecomunicazioni estere.

Al tempo stesso la Russia si sta avvalendo del potere di mass media e social network per proteggere i propri interessi, isolare la propria popolazione e minare le democrazie di tutto il mondo.

Mentre gli Stati Uniti, prosegue il policy brief, “cercano di contrastare l’influenza sino-russa, grazie all’utilizzo di forme di intelligenza artificiale militare avanzata, l’Ue è fortemente indietro rispetto ai suoi rivali in termini di sofisticatezza degli strumenti, strategie, risorse e progetti per il futuro”.

La guerra in Ucraina “ha messo in luce come l’Europa debba recuperare terreno in questo settore. Avendo accelerato le tendenze e le sfide già in essere, infatti, il conflitto ha trasformato la tecnologia in un nuovo teatro di battaglia globale”.

“L’Ue”, avvertono, “deve partecipare alla partita globale che si gioca sul campo tecnologico”. È necessario quindi sviluppare una strategia digitale a tutto tondo in grado di cooperare e, al contempo, competere con la Cina, la Russia e persino gli Stati Uniti.

Da questa analisi derivano alcune raccomandazioni per sviluppare una diplomazia digitale dell’Ue: creare un fondo mondiale a tutela della democrazia, con lo scopo di proteggere le elezioni democratiche a livello globale dalle operazioni di ingerenza straniera e dagli attacchi informatici; creare un fondo che faciliti la convergenza normativa globale in materia di diritti digitali; quindi guidare l’istituzione di un’alleanza globale sulla governance democratica e sull’ etica della tecnologia.

I “consigli” non finiscono qui. I due esperti sottolineano anche l’importanza di assistere i Paesi alleati “nella protezione delle proprie infrastrutture critiche, aziende e uffici di pubblica amministrazione attraverso un Intelligence and Situation Centre dell’Ue fornirà meccanismi di preavviso e una formazione sufficiente per gestire attacchi informatici a livello globale”.

Un ruolo importante, infine, può giocarlo il Consiglio transatlantico per il commercio e la tecnologia (noto con l’acronimo Ttc), che può consentire di migliorare le relazioni transatlantiche. “Alla luce della guerra in Ucraina e del rafforzamento dell’alleanza sino-russa – concludono gli esperti – il Ttc potrebbe essere un mezzo per migliorare le relazioni tra l’Ue e gli Stati Uniti e rendere le rispettive normative tecnologiche più compatibili”.