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Smart Road: Anas al lavoro sulle strade del futuro

(Come riportato da Anas)
Mauro Giancaspro, Direttore Technology Innovation & Digital Spoke di Anas, fa il punto sul progetto al Venerdì di Repubblica

Anas è in prima linea per portare avanti il progetto Smart Road.  Lo spiega un dettagliato articolo pubblicato su Il Venerdì di Repubblica il 26 agosto, a firma di Giuliano Aluffi, che fa il punto sul decreto “Smart Road” del 2018 e sull’impegno nella ricerca tecnologica in questo ambito da parte delle Università e delle aziende che gestiscono il patrimonio infrastrutturale stradale e autostradale.

Come ha spiegato al settimanale Mauro Giancaspro, Direttore Technology Innovation & Digital Spoke di Anas: “Le strade non saranno più semplici nastri d’asfalto, ma infrastrutture digitali, arricchite di sensori, telecamere e algoritmi che interpretano i dati raccolti e comunicano di continuo con i veicoli: ad esempio segnalando in tempo reale a chi guida la presenza di cantieri, code o incidenti.

Questo ci permetterà di dimezzare entro il 2030 il numero di morti sulle strade. L’Italia – prosegue il manager – è oggi il laboratorio più grande d’Europa per le smart road: abbiamo realizzato i primi ottanta dei 650 chilometri previsti – con sperimentazioni avanzate a Cortina, sulla Salerno-Reggio Calabria e sulla Roma-Fiumicino: nel 2026 arriveremo a 3.000 km”. 

Ma a diventare intelligenti e tecnologicamente avanzate non saranno solamente i tracciati stradali, ma anche i ponti e i viadotti: “Abbiamo installato degli accelerometri – spiega Giancaspro – che fanno un monitoraggio continuo di tutte le vibrazioni e oscillazioni dovute al traffico, sensori per la “pesa dinamica” dei camion che misurano dati come temperatura, umidità e pressione.

Inoltre abbiamo droni che ispezionano le strutture e, scansionando con il laser il ponte, costruiscono il suo “gemello digitale”, ovvero un modello fedele al 100 per cento che usiamo per simulare scenari d’uso. Tutti questi dati – conclude – vengono interpretati nelle nostre centrali operative per capire, 24 ore su 24, lo stato di salute del ponte in oggetto, così da prevenire deformazioni e azzerare l’eventualità di crolli”. 

Con la digitalizzazione delle strade cambierà la qualità del viaggio: “È vero che già oggi usiamo app che ci danno indicazioni su code e rallentamenti, ma queste informazioni sono generate in modo indiretto, da algoritmi che tengono conto della velocità media e di dati condivisi dagli altri utenti.

Come se per una diagnosi il medico ci palpasse soltanto lo stomaco” ha detto Mario Nobile, responsabile della direzione digitalizzazione del ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibile. “Invece una smart road fornisce al guidatore dati diretti, reali, colti da sensori e telecamere: insomma è come se lo stesso dottore ci facesse un’ecografia”.