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Ponte sullo Stretto: per Matteo Salvini un obiettivo da realizzare

Matteo Salvini, è il nuovo ministro delle Infrastrutture del governo Meloni, dopo l’annuncio della sua nomina, ha espresso il suo pensiero sulla un’opera che divide i governi politici d’Italia, se ne discute ormai da anni, da un secolo e mezzo. Il Ponte sullo Stretto è tra i miei obiettivi ha detto Salvini. “Se dopo 50 anni faremo partire il cantiere e i lavori, sarà un grande passo avanti per l’ingegneria nel mondo”.

Il collegamento della Calabria con la Sicilia è da sempre uno dei cavalli di battaglia di Silvio Berlusconi: «Io ho sempre ritenuto che il Ponte sullo Stretto fosse una priorità assoluta e che costituisse uno dei progetti più importanti per il nostro Paese. Non ho cambiato idea. Il ponte rimane una priorità assoluta».

Sarà un progetto realmente realizzabile? E la scoperta dell’anno scorso nei fondali marini tra la Sicilia e la Calabria della faglia che più di 100 anni fa provocò il terremoto di Messina nel 1908, non dovrebbe essere un ulteriore disincentivo?

L’ultimo studio sui fondali marini dello Stretto di Messina e sulla tettonica dell’area deriva da una collaborazione internazionale tra il Dipartimento di Scienze biologiche, geologiche e ambientali dell’Università di Catania, il Center for Ocean and Society-Institute of Geosciences dell’Università di Kiel in Germania e l’Osservatorio etneo dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia.

Gli scienziati hanno svelato nel 2021, , l’ubicazione e le caratteristiche della possibile faglia da cui si originò il devastante sisma. La ricerca dal titolo “The Messina Strait: Seismotectonic and the Source of the 1908 Earthquake”, e pubblicata sulla prestigiosa rivista internazionale Earth-Science Reviews, ha stabilito che la struttura che corre lungo l’asse dello Stretto è individuabile a circa 3 chilometri dalle coste della Sicilia.

Alla latitudine di Messina, la spaccatura curva verso Est penetrando nell’entroterra calabro per proseguire poi lungo l’asta fluviale del torrente Catona. Secondo le relazioni lunghezza-magnitudo, la faglia è in grado di scatenare terremoti di magnitudo 6.9, una energia dunque molto simile a quella liberata durante il terremoto del 1908.

Nel 2005 il governo Berlusconi era arrivato all’aggiudicazione dell’appalto con un bando internazionale vinto da Webuild, aveva calcolato che il ponte avrebbe creato lavoro per 118.000 persone, mentre il progetto valeva da solo 2,9 miliardi di euro, che oggi salirebbero a circa 7,1 miliardi considerando il progetto complessivo con tutte le opere connesse nelle aree interessate: dalla metro di Messina alle opere di sistemazione idrogeologica per le montagne circostanti, dalle strade di accesso alle strutture per far passare treno e macchine.

Successivamente nel 2021, con il governo Draghi si è rispolverato il progetto sul Ponte sullo Stretto. l progetto del collegamento diretto tra la Sicilia e il Continente era stato affidato alle Ferrovie dello Stato un nuovo studio di fattibilità. Il nuovo orizzonte temporale era stato fissato alla primavera del 2022.

Un solo anno, per avviare con decisione il progetto. La relazione del gruppo di lavoro presentata il 4 agosto 2021 aveva indicato chiaramente il contenuto dello studio, sia per il Ponte a campata unica – per il quale esistevano già molte analisi effettuate – sia a più campate.

La relazione del del ministero delle Infrastrutture del governo Draghi ritiene che «sussistono profonde motivazioni per realizzare un sistema di attraversamento stabile dello Stretto di Messina, anche in presenza del previsto potenziamento e riqualificazione dei collegamenti marittimi (collegamento dinamico)». La nuova relazione ha indicato come ipotesi migliore un ponte a tre campate su un tracciato differente rispetto all’ultimo progetto e attualmente valido.

La relazione ha previsto due antenne basate sui fondali profondi dello stretto, riprendendo gli studi di una soluzione lungamente dibattuta a livello di fattibilità, e scartata a inizio degli anni ’90 per inefficienze economiche e problematiche tecniche ed ambientali.

Il gruppo di lavoro del governo Draghi ha stoppato ancora una volta tutto il progetto, rimettendo nelle mani del nuovo governo Meloni ogni decisione. Vedremo ora se Matteo Salvini troverà condivisione di intenti nel nuovo esecutivo e si troveranno i finanziamenti per avviare i lavori.

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