Share, , Google Plus, LinkedIn,

Print

Le grandi opere previste dal Pnrr potrebbero essere frenate dai rincari delle materie prime

L’attuazione delle grandi opere previste dal Pnrr potrebbe subire contraccolpi dai rincari delle materie prime e dalla carenza di manodopera. Il ministro delle Infrastrutture Enrico Giovannini ritiene che la forte crescita dei contagi per la variante omicron sia vicina al picco e che poi si vada verso un calo.

Per questo il ministro ritiene che la tempistica dei cantieri previsti dal Pnrr non sia in pericolo, anche perché i maxi cantieri ferroviari arriveranno solo nel 2023. Il 2022 è un anno in cui vengono emanati i bandi, assegnate le grandi gare per dei lavori che iniziano nella seconda parte del 2023 e proseguiranno fino al 2026. Perciò l’attività non viene messa in discussione dalla variante omicron.

Invece il caro materiali, combinato alla carenza di manodopera, rappresenta una preoccupazione per  il governo e sul quale c’è da attendersi un intervento. L’altro problema è il rincaro delle materie prime, un po’ più strutturale rispetto a quello che si pensava qualche mese fa; e qui c’è il tema molto importante delle basi d’asta per i grandi appalti: per evitare che basi d’asta troppo basse scoraggino la partecipazione del settore privato.

Per la manodopera Giovannini ha ricordato che «il decreto flussi è stato orientato ai lavoratori dell’edilizia; e anche in questo caso stiamo monitorando strettamente la situazione, immaginando anche qualche intervento, proprio per consentire una flessibilità nei prezzi, perché altrimenti non avremo aggiudicazioni».