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Italia, emissioni in crescita: +8% dopo il biennio pandemico

Il punto sull’ambiente alle fiere Ecomondo e Key Energy

Dopo la pausa dolorosa dell’epidemia, e con la crisi energetica spinta dalla terribile invasione russa in Ucraina, i temi dell’ambiente e dell’energia sono entrati con prepotenza nella quotidianità degli italiani e hanno riempito di aziende, di visitatori professionali ma anche di appassionati i saloni di Ecomondo (sostenibilità, economia circolare e transizione ecologica) e Key Energy (transizione energetica ed energia pulita), la doppia rassegna organizzata a Rimini. Se ne parla approfonditamente in un articolo su Il Sole 24 Ore.

Ma se la società e l’economia esigono energia e ambiente, è a tinte oscure il ritratto dipinto da Edo Ronchi durante gli Stati Generali della Green Economy. Bene l’economia circolare (l’Italia è leader nel riciclo) e va bene l’agricoltura biologica, ma la crescita di eolico e fotovoltaico non frena le emissioni di CO2, che invece di calare aumentano.

Conferma Ronchi che «la green economy è ormai un cambiamento in corso», ma i dati del 2021 contenuti nella sua relazione durante gli Stati Generali dicono che l’anno scorso le emissioni di gas serra in Italia, con la ripresa economica, sono tornate a crescere del 6,8% annullando la gran parte della diminuzione del 2020 dovuta alla pandemia: un aumento superiore a quello europeo che è stato del 6%. I dati di inizio 2022 sono ancora più severi: nei primi mesi di quest’anno l’Enea rileva una crescita dell’8% per le emissioni di CO2. 

Crescono le fonti rinnovabili di energia, ma nel 2022 la siccità ha asciugato anche l’energia idroelettrica e nel 2021 il consumo di energia da fonti rinnovabili, cresciuto del 3% sull’anno precedente, è inferiore alla crescita dei consumi totali di energia e di conseguenza la quota di rinnovabili sul consumo finale di energia è diminuita: dal 20,4% del 2020 al 18,9% del 2021.

Si legge nell’articolo che, nel 2021 sono cresciuti i consumi finali di energia riassorbendo non solo il calo avvenuto durante la pandemia, ma raggiungendo il livello più alto da dieci anni con 114,8 milioni di Tep (tonnellate equivalenti petrolio).

Il 2022 fa sperare bene, con la ripresa delle istallazioni di impianti solari ed eolici, il triplo rispetto agli anni precedenti. Ma la crescita di quest’anno non basta e l’Italia non riuscirebbe a rispettare la traiettoria del nuovo obiettivo europeo al 2030. In termini di efficienza e risparmio, il superbonus del 110% è servito a rilanciare alcuni settori produttivi, ma sembra avere avuto effetti poco significativi nel ridurre i consumi di energia: di fronte a un investimento complessivo di oltre 16 miliardi e quasi 100mila interventi finanziati per ridurre le dispersioni termiche dalle case, sono stati risparmiati meno di 200mila Tep.

Gli indicatori confermano una buona posizione dell’Italia nella circolarità delle economie europee: nel 2020 guida la classifica della produttività delle risorse con 3,5 euro di Pil per ogni chilo di risorse consumate (+60% della media europea).