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Giovannini: «Tav Salerno-Reggio verrà completata nel 2026»

(Come riportato in una nota del MIMS)

Intervista del ministro Giovannini rilasciata al “Corriere del Mezzogiorno”.

Si riporta il testo dell’intervista che il ministro Enrico Giovannini ha rilasciato a Gimmo Cuomo del “Corriere del Mezzogiorno”.

Il ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannini, è stato ieri a Napoli per la presentazione pubblica del progetto per la realizzazione del lotto Battipaglia-Romagnano al Monte della linea ferroviaria ad Alta velocità sulla nuova tratta Salerno- Reggio Calabria.

Ministro, che novità ci sono? 
«Se posso permettermi, per molti la novità è che si farà. La decisione storica, adottata da questo governo, di portare l’alta velocità al Sud non era un annuncio generico. L’avvio del dibattito pubblico dimostra che c’è un progetto di fattibilità tecnico-economica per questo lotto e per gli altri inseriti nel Pnrr.

Vanno avviati in tempi stretti per arrivare al completamento nel 2026. Questo primo lotto, peraltro ha un’importanza fondamentale che va al di là della linea Salerno-Reggio, perché consentirà di realizzare anche il collegamento con Taranto: la dorsale tirrenica collegata a quella ionica e adriatica, cioè uno dei quattro canali “trasversali” che intendiamo realizzare oltre alla Napoli- Bari, alla Roma-Pescara e alla Orte-Falconara».

Quale contributo si aspetta dagli enti locali? 
«In altri Paesi, come la Francia, il dibattito pubblico è pratica corrente. In Italia è stato considerato spesso come una causa di rallentamento dell’attuazione delle grandi opere. Invece, è fondamentale. E per questo ho voluto ribadirne il ruolo per fare infrastrutture utili ai territori. Non è un caso che abbia voluto cambiare il nome del ministero, da Infrastrutture e dei Trasporti a Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili.

Quando, anni fa, il G20 ha tracciato le linee guida per le infrastrutture sostenibili, ha indicato come necessaria una buona governance dei progetti, e, quindi, il coinvolgimento delle comunità locali. Il dibattito pubblico, in questa prospettiva. diventa un elemento di qualità ineludibile. Pur in tempi ristretti, rappresenta l’occasione per i cittadini per esprimere i loro punti di vista che saranno tenuti in considerazione da Rete ferroviaria italiana (RFI) per definire il progetto finale». 

Come funziona questa procedura? 
«Attualmente sono aperti nove dibattiti pubblici. Uno di questi, riguardante la circonvallazione ferroviaria di Trento, si è quasi concluso. Mille persone hanno partecipato, 6mila sono state contattate tramite i social media, ci sono stati 17 incontri, le associazioni locali hanno prodotto 53 documenti. Sarebbe bello se anche nel caso della Campania si riscontrasse una partecipazione così intensa e qualificata.

Il ruolo delle istituzioni locali, in ogni caso, non è solo dibattere l’opera in sé, ma immaginare quali opportunità la realizzazione dell’opera offrirà ai territori. Le faccio un esempio: è interessante stabilire dove sorgerà una determinata stazione, ma altrettanto importante decidere come quella scelta possa contribuire allo sviluppo di quel territorio, tema che non comprende solo le infrastrutture».

Complessivamente che contributo in termini percentuali prevede il Pnrr per le infrastrutture al Sud? 
«Per le infrastrutture e la mobilità sono previsti 61 miliardi. Il 55 per cento di questi fondi andranno al Sud. Questa percentuale non è il frutto di un algoritmo, ma di una scelta politica forte e chiara per il superamento delle disuguaglianze territoriali, economiche e sociali».

Oltre alla linea Salerno-Reggio quale altra infrastruttura si ritiene prioritaria? 
«La linea ferroviaria Napoli- Bari. I 5,8 miliardi, già previsti dalla legislazione precedente, sono stati riversati nel Pnrr per liberare quei fondi per altri investimenti. Tutti i lotti sono stati già appaltati. L’ultimazione dei lavori è prevista entro i1 2026 tranne che per il lotto Hirpinia-Orsara, che sarà ultimato nel 2027.

La prima attivazione, sulla tratta Cancello-Frasso, avverrà entro il 2023. Con l’ultimazione della tratta Napoli-Cancello e Cancello-Frasso, già entro il 2025 si avrà una diminuzione di venti minuti del tempo di percorrenza. E alla fine si arriverà a un viaggio complessivo di un paio d’ore a fronte delle quasi 4 attuali.

Nella legge di Bilancio inoltre, abbiamo già impegnato 5 miliardi per la linea adriatica Bologna-Ancona-Lecce, un investimento strategico già riconosciuto dalla Commissione europea. Si arriverà alla velocizzazione di un’ora della percorrenza su una tratta fondamentale anche per il trasporto soprattutto delle merci sull’asse Nord- Sud.

Dietro a tutti questi investimenti c’è una visione complessiva del futuro delle reti di mobilità: il rafforzamento dell’Adriatica, le linee trasversali, la Napoli-Reggio Calabria sono alcuni dei grandi investimenti varati per connettere i porti, le città, le ferrovie, in base a un disegno di piena inclusione del Mezzogiorno con il resto dell’Italia».

Non solo trasporto ferroviario, quali interventi si potranno finanziare con i fondi del Pnrr? 
«Il Pnrr di nostra competenza vale 61 miliardi, ma noi abbiamo aggiunto altri 36 miliardi con la legge di bilancio, altri 6 con il Fondo di sviluppo e coesione. In tutto, circa 104 miliardi in poco più di 10 anni. Anche in questo caso la quota per il Mezzogiorno è molto elevata».

Come vigilerete sull’attuazione dei progetti? 
«All’interno del ministero è stata creata una struttura ad hoc, che utilizzerà un sistema di monitoraggio molto sofisticato, fondato anche sull’utilizzo di algoritmi di intelligenza artificiale che consentiranno di prevedere quali amministrazioni si troveranno presumibilmente in ritardo.

Per le infrastrutture non è comunque previsto il coinvolgimento di Comuni piccoli o medi. Della Salerno-Reggio Calabria si occupa RFI, la più grande stazione appaltante italiana, tutte le allocazioni per investimenti infrastrutturali e sui trasporti vanno ad enti, come le autorità portuali, che hanno la capacità per farli bene e in tempi rapidi».