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Giovannini: «La bici non è più soltanto un mezzo o uno svago ma un elemento centrale della nuova mobilità»

(Come riportato dal MIMS)

Si riporta il testo dell’intervista che il Ministro Enrico Giovannini ha rilasciato al “Corriere della Sera” dal titolo: “La bici non è più soltanto un mezzo o uno svago ma un elemento centrale della nuova mobilità” di Lorenza Cerbini.

Ministro Enrico Giovannini, da tre anni con Trenitalia siete partner del Giro d’Italia, portando il Trofeo Senza Fine in varie città di tappa e partecipando a Giro-E ed Expo-E. Un Ministero, delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili, che va veloce. 
«Un’ottima notizia, andare veloce e vederlo riconosciuto. A parte le battute, lo stimolo del Pnrr e un’impostazione culturale nuova rispetto al passato ci stanno facendo spingere per una mobilità sostenibile di cui la ferrovia è una componente fondamentale.

Sperimentiamo treni a idrogeno, elettrifichiamo le linee, usiamo treni ibridi, ma la chiave è l’interconnessione del sistema ferroviario con città, porti, aeroporti e mobilità ciclistica. Stiamo predisponendo il nuovo piano generale della mobilità ciclistica che, già presentato agli stakeholder, ha ricevuto un primo ottimo feedback».

La bici gioca un ruolo straordinario perla sua versatilità: può essere trasportata con l’auto, può viaggiare in treno e in traghetto. 
«È il cambiamento culturale che sta avvenendo nel nostro Paese. Non è solo un mezzo di trasporto o di svago, ma un elemento centrale nella nuova mobilità urbana. Lo sforzo fatto durante la pandemia di facilitare lo sviluppo delle piste ciclabili, soprattutto nelle città, ha certamente contribuito a un aumento della mobilità dolce. A questo cambiamento corrispondono forti investimenti: connessione tra Università e stazioni ferroviarie attraverso piste ciclabili, scambiabilità tra bicicletta e trasporto pubblico locale.

I bus dovranno accogliere le biciclette a bordo per consentire questo tipo di mobilità in città. La bicicletta, quindi, non è più marginale nella scelta di mobilità. II Pnrr lo riconosce con 600 milioni per piste ciclabili urbane e turistiche».

Il Giro, tra le iniziative, organizza BiciScuola per coinvolgere i piccoli sul tema della sicurezza. E importante parlarne agli automobilisti futuri? 
«È vitale per il cambiamento culturale in atto affrontare anche con i più piccoli il tema della mobilità e della sicurezza, anche in considerazione del nuovo sistema di mobilità che stiamo promuovendo. Bicicletta o monopattino, non si può prescindere da una corretta informazione sulle norme di comportamento e del codice della strada». 

Dal 2021 il vostro Ministero ha cambiato denominazione, aggiungendo i concetti di Mobilità e Sostenibili. Quale tra i due termini sarà chiave in futuro? 
«Entrambi. L’Italia si è impegnata con l’UE a tagliare le emissioni del 55% entro il 2030. Un obiettivo possibile solo con un cambiamento profondo del sistema di trasporto. Tutto il Pnrr e orientato a una mobilità più sostenibile delle persone e delle merci.

Per la mobilità locale sono previsti investimenti su autobus ecologici e a idrogeno, manutenzione stradale, sharing e sperimentazione della “mobilità come servizio”».

Il Pnrr ha destinato al suo Ministero 61 miliardi. 
«Sì, sono quelli da utilizzare per progetti da realizzare entro il 2026. Ma, considerando anche le altre fonti che abbiamo mobilitato nell’ultimo anno, si arriva a oltre 100 miliardi. Più in generale, nell’Allegato

Infrastrutture al DEF, sono stati programmati 300 miliardi per infrastrutture e servizi di mobilità, opere idriche e interventi di riqualificazione dell’edilizia residenziale pubblica da investire nei prossimi dieci-quindici anni, 230 dei quali sono stati già assegnati». 
Risorse sufficienti per una rivoluzione del mondo della mobilità. «La rivoluzione è già in atto».