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Giovannini: 100 mld in 10 anni per rendere sostenibili infrastrutture e mobilità

(Come riportato in una nota de Le Strade dell’Informazione)

Il ministro del Mims, intervenendo all’evento “Una ripresa sostenibile e condivisa basata sugli SDGs” al Padiglione Italia di Expo 2020 Dubai, spiega anche l’impegno del Parlamento sull’equità intergenerazionale.

“In totale, avremo oltre 100 miliardi di euro in questi dieci anni per cambiare veramente il modo in cui il sistema delle infrastrutture e della mobilità viene implementato in Italia, attraverso la sostenibilità”.

Lo ha dichiarato il ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, intervenendo da remoto all’evento “Una ripresa sostenibile e condivisa basata sugli SDGs” al Padiglione Italia di Expo 2020 Dubai. Lo riportano le agenzie di stampa.

In Italia, “abbiamo cambiato il modo di progettare le nostre politiche nel contesto del Next Generation Eu, che ha cambiato radicalmente il modo in cui abbiamo scelto gli investimenti e le riforme. Come ministero, siamo responsabili di un investimento di 61 miliardi di euro per i prossimi 5 anni, e circa il 70% di questo investimento, in ferrovie, porti e altro, può essere classificato come un modo per combattere il cambiamento climatico”, ha sottolineato Giovannini.

“Ma le sfide non sono solo ambientali, ma sociali” e “per un paese come l’Italia, con un grande divario tra nord e sud, abbiamo deciso di investire particolarmente per chiudere questo gap. Il 56% dell’investimento di 61 miliardi va al sud, si tratta di un investimento senza precedenti in 5 anni per il meridione”.

“Con la recente legge di bilancio – sottolinea -, abbiamo poi deciso di aggiungere 36 miliardi di euro di investimenti per completare entro 2030 la progettazione del Pnrr”. 
 
Il ministro ha anche ricordato che verrà presentato “un nuovo pacchetto non solo sui principi di sostenibilità sulla valutazione delle proposte, ma anche su sistemi di punteggio (scoring) su ogni investimento per sostenibilità” e tra due settimane “presenteremo due rapporti importanti, il primo sull’impatto del cambiamento climatico sulle infrastrutture e sui sistemi di mobilità. Ovviamente le infrastrutture sono particolarmente vulnerabili ai cambiamenti climatici e servono nuovi strumenti digitali per valutare la sostenibilità”.
 
Giovannini ha proseguito dicendo che “le nuove infrastrutture devono essere a neutralità climatica e cercheremo di ripristinare la biodiversità. Il secondo rapporto è su come mobilitare investimenti privati sulle infrastrutture, perché i fondi pubblici non sono e non saranno abbastanza quindi mobilitare la finanza privata sarà vitale”.
 
Il ministro ha poi ricordato che a giorni il Parlamento prenderà una decisione sull’equità intergenerazionale “che è la base dello sviluppo sostenibile tra i principi costituzionali”. “Stiamo cercando di cambiare la rotta delle politiche attuali e future” ha aggiunto, perché si tratta di principi che stabiliscono “che l’attività economica non può essere fatta a detrimento di salute e ambiente, due elementi di giustizia sociale.

Questo cambierà la direzione delle politiche future ed è un elemento molto importante, perché poche costituzioni hanno questo elemento intergenerazionale”.

Come spiega il sito del Ministero della Transizione ecologica “l’equità intergenerazionale è il principio secondo cui il pianeta debba essere consegnato alle generazioni future in condizioni non peggiori rispetto a quelle in cui lo abbiamo ereditato; ciò si traduce nel diritto delle generazioni future di poter usufruire dello stesso tipo di risorse e servizi ecologici delle generazioni attuali”.