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“Elettori a un bivio: da una parte ci sono le infrastrutture, dall’altra la paralisi”

Non ha fornito una “indicazione” su quale schieramento o candidato votare “perché ognuno deve scegliere liberamente a chi affidare la guida del Paese e perché il compito dell’associazione non è non sarà mai fare politica ma solo fare politica dell’autotrasporto”. Ma due spunti di riflessione “fondamentali in attesa del voto del 25 settembre” Paolo Uggé, presidente nazionale di Fai Conftrasporto, ha invece voluto darli: “innanzitutto andare a votare, perché non farlo significherebbe semplicemente lasciare ad altri la decisione, salvo poi pentirsene se al Governo si insediassero degli incapaci”.

E poi “distinguere fra chi è pronto a realizzare nuove infrastrutture e a connetterle fra loro, garantendo così un futuro all’Itala, e chi invece accecato da un’ideologia ignorante pensa solo a combatterle, senza capire che strade e autostrade, ferrovie, porti e interporti e, dunque, la possibilità di far viaggiare nel migliore dei modi e nel miglior tempo possibile le materie prime da lavorare e le merci finire, sono gli “organi” e gli “apparati circolatori” che fanno vivere il Paese, la sua economia.

Paolo Uggè che ha annunciato per giovedì la pubblicazione, sul sito di Conftrasporto, “di tutti i risultati ottenuti, in termini di risposte e condivisione del manifesto che Conftrasporto ha sottoposto all’attenzione di ogni partito e movimento indicando le priorità per far ripartire il settore che”, ha ribadito una volta di più Paolo Uggè,” rappresenta il motore dell’economia del Paese”. “Una categoria” ha concluso il presidente nazionale di Conftrasporto, “che oggi si aspetta da chi chiede il loro voto soluzioni concrete ai tanti problemi.

A partire proprio dalla domanda di infrastrutture e di una mobilità sostenibile che non si fa raccontando la favoletta dell’energia elettrica facendo finta di dimenticarsi come viene prodotta la “corrente”, bruciando carbone e petrolio di una mobilità che non venga arbitrariamente limitata o addirittura fermata con limiti come quelli che vengono imposti ai Tir italiani al valico del Brennero da Austria e Germania.

Sono queste le realtà con cui si trova a fare i conti ogni giorno chi lavora e che dobbiamo affidare alla politica perché con emendamenti, con leggi, consenta a chi vuol fare di poter fare. Ed è per questo che l’autotrasporto oggi deve compiere una scelta decisiva: votare per chi vuol fare e non per chi vuole invece solo impedire che qualcosa venga fatto”.

“Elettori a un bivio: da una parte ci sono le infrastrutture, dall’altra la paralisi”

Non ha fornito una “indicazione” su quale schieramento o candidato votare “perché ognuno deve scegliere liberamente a chi affidare la guida del Paese e perché il compito dell’associazione non è non sarà mai fare politica ma solo fare politica dell’autotrasporto”. Ma due spunti di riflessione “fondamentali in attesa del voto del 25 settembre” Paolo Uggé, presidente nazionale di Fai Conftrasporto, ha invece voluto darli: “innanzitutto andare a votare, perché non farlo significherebbe semplicemente lasciare ad altri la decisione, salvo poi pentirsene se al Governo si insediassero degli incapaci”.

E poi “distinguere fra chi è pronto a realizzare nuove infrastrutture e a connetterle fra loro, garantendo così un futuro all’Itala, e chi invece accecato da un’ideologia ignorante pensa solo a combatterle, senza capire che strade e autostrade, ferrovie, porti e interporti e, dunque, la possibilità di far viaggiare nel migliore dei modi e nel miglior tempo possibile le materie prime da lavorare e le merci finire, sono gli “organi” e gli “apparati circolatori” che fanno vivere il Paese, la sua economia.

Paolo Uggè che ha annunciato per giovedì la pubblicazione, sul sito di Conftrasporto, “di tutti i risultati ottenuti, in termini di risposte e condivisione del manifesto che Conftrasporto ha sottoposto all’attenzione di ogni partito e movimento indicando le priorità per far ripartire il settore che”, ha ribadito una volta di più Paolo Uggè,” rappresenta il motore dell’economia del Paese”. “Una categoria” ha concluso il presidente nazionale di Conftrasporto, “che oggi si aspetta da chi chiede il loro voto soluzioni concrete ai tanti problemi.

A partire proprio dalla domanda di infrastrutture e di una mobilità sostenibile che non si fa raccontando la favoletta dell’energia elettrica facendo finta di dimenticarsi come viene prodotta la “corrente”, bruciando carbone e petrolio di una mobilità che non venga arbitrariamente limitata o addirittura fermata con limiti come quelli che vengono imposti ai Tir italiani al valico del Brennero da Austria e Germania.

Sono queste le realtà con cui si trova a fare i conti ogni giorno chi lavora e che dobbiamo affidare alla politica perché con emendamenti, con leggi, consenta a chi vuol fare di poter fare. Ed è per questo che l’autotrasporto oggi deve compiere una scelta decisiva: votare per chi vuol fare e non per chi vuole invece solo impedire che qualcosa venga fatto”.