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Decreto semplificazioni: Autorità anticorruzione contesta all’Anas appalti fermi per inerzia di procedure

Quasi un miliardo di euro di lavori tenuti fermi da Anas per lungaggini burocratiche nella procedura di gara per affidamento. L’Anac ha accertato tutto ciò al termine di un’approfondita istruttoria su un ampio campione di opere pubbliche pervenute alla fase di aggiudicazione ma non affidate in appalto e non consegnate nei tempi previsti.

Con la delibera n.78/2022 Anac ha ritenuto e constatato e fatto rilevare l’inerzia nell’espletamento degli adempimenti amministrativi e delle procedure di affidamento. Alcune opere contestate da Anac, perché non attivate, risultavano inserite tra gli interventi infrastrutturali ritenuti prioritari dal Governo. Dall’Anas venivano segnalate varie cause di rallentamento quali casi di contenzioso o indagini penali o di presentazione di unica offerta pervenuta.

Anac, non convinta ha riscontrato «la lentezza con la quale si sono svolte le operazioni di gara e i connessi adempimenti amministrativi, con conseguenti gravi ritardi nell’assegnazione degli appalti» e ha sottolineato che le aggiudicazioni sono state completate a volte con tre o quattro anni di ritardo rispetto alle iniziali scadenze. «Anas non si è adeguatamente attivata per adempiere compiutamente al dettato della norma» del decreto Semplificazioni, sostiene l’Anac.

L’indagine dell’Anac è partita da una denuncia dell’Ance che segnalava il blocco da parte di Anas di alcuni appalti banditi prima del Covid e non avviati con danno economico per le imprese stradali. Tali opere avevano ottenuto finanziamenti per quasi due miliardi di controvalore economico: oltre il 50% – dice l’Autorità – sono risultati ingiustificatamente bloccati da parte di Anas per inadempienze burocratiche.

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