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Cambiamenti climatici, Giovannini: “Le crisi e le emergenze non ci facciano dimenticare che servono strategie di medio e lungo termine.”

(Come riportato dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili)
Il Ministro ha partecipato a Venezia alla terza Conferenza del ‘Soft Power Club’, in un panel sulla transizione ecologica in Europa.

“Le crisi e le emergenze che fronteggiamo non possono farci dimenticare che sono necessarie strategie di medio e lungo termine, che vuol dire, tra l’altro, accelerare sulle fonti rinnovabili e realizzare infrastrutture e mobilità sempre più sostenibili nell’ottica dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite”.

Questo il messaggio del Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannini, alla sessione sul tema ‘Climate, Energy, Environmental Transition in Europe’ con cui si è aperta la terza Conferenza del ‘Soft Power Club’ in corso a Venezia, presso la Fondazione Cini.

Promosso da Francesco Rutelli nel 2019, il Club si pone l’obiettivo di valutare e condividere con personalità internazionali, rappresentanti del mondo delle istituzioni, delle imprese, della cultura e della società civile una visione sul ruolo del ‘soft power’ per promuovere il multilateralismo e il dialogo globale.

 “L’accordo di Parigi del 2015 e la strategia europea di ‘Fit for 55’ – ha notato il Ministro – hanno tracciato la direzione per una transizione ecologica equa, sostenibile e inclusiva, che oggi deve confrontarsi con un contesto geopolitico aggravato dalle drammatiche conseguenze della guerra in Ucraina. La realizzazione di infrastrutture sostenibili e resilienti e di servizi di mobilità sempre più ecologici oltre che efficienti, rappresenta un tassello fondamentale della transizione ecologica necessaria ad affrontare la crisi climatica in atto”.

Il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili (Mims) svolge un ruolo di primo piano con il suo impegno nell’utilizzo, a questo scopo, delle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) e del Piano Nazionale Complementare (Pnc) pari a complessivi 61,5 miliardi, del Fondo Sviluppo e Coesione, dei Fondi ordinari europei e delle risorse del bilancio nazionale.  

“Negli ultimi 18 mesi, al di là degli oltre 105 miliardi di investimenti allocati sulle materie di competenza del Ministero, abbiamo cercato di cambiare radicalmente il modo in cui esso funziona – ha spiegato il Ministro Giovannini – introducendo il principio europeo del “do not significant harm” per tutti gli investimenti in infrastrutture, compresi quelli finanziati da fondi nazionali”.

“Abbiamo 10 anni per trasformare l’Italia, anche grazie ai fondi aggiuntivi di fonte nazionale e comunitaria, ed è quello che abbiamo cercato di fare con il lavoro di questi mesi, sviluppando anche i piani strategici per ferrovie, strade, mobilità ciclistica, ecc. Gli impegni che abbiamo preso e l’approccio innovativo che abbiamo adottato – ha concluso il Ministro – potrebbero veramente indirizzare l’Italia, l’Europa e il Mondo intero in un percorso più sostenibile.”