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Biden: “Dal G7 un piano da 600 miliardi per le infrastrutture mondiali”

(Come riportato da Paolo Mastrolilli – la Repubblica)
Gli Stati Uniti contribuiranno con 200 miliardi, anche per sottrarre alleati alle autocrazie come la Russia e contrastare la Via della Seta messa in campo dalla Cina. Investimenti in Africa, Asia e America Latina

Schloss Elmau – Da iniziativa Usa per contenere la Cina, bocciata sottovoce come velleitaria persino da alcuni alleati, a piano comune delle democrazie per contrastare l’attacco delle autocrazie. E tutto grazie, in larga parte, alla scellerata invasione dell’Ucraina di Putin. Perché i 600 miliardi di dollari messi ieri sul tavolo dai G7 per finanziare le infrastrutture dei paesi più deboli in Africa, Asia, America Latina e anche Europa, non rappresentano solo una buona azione, ma soprattutto l’offerta di un modello economico, politico e sociale, alternativo a quello coercitivo di Pechino, Mosca e i loro vassalli.

Al G7 dello scorso anno, Biden aveva esordito lanciando “Build Back Better World”, riproduzione su scala mondiale del suo piano per ricostruire le infrastrutture e riformare l’economia americana, ma su basi più eque, anche per sanare le disuguaglianze che avevano favorito i populisti e Trump. Suonava come l’alternativa alla nuova “Via della Seta” cinese, e se da una parte era incoraggiante vedere come gli Usa avessero finalmente compreso la necessità di mobilitarsi, pochi ritenevano che ci fossero le risorse per competere con la Belt and Road Initiative, capace di sedurre anche l’Italia del governo “gialloverde”.

Un anno è passato, però, e molte cose sono cambiate. Prima fra tutte l’aggressione dell’Ucraina, che oggi dominerà il G7 con l’intervento di Zelensky. Putin ha rivelato la sua vera faccia, lanciando una sfida che va ben oltre il Donbass, e mina la tenuta dell’ordine globale basato sulle regole, la Ue, la Nato. Usa armi che vanno dai missili all’energia, dalla minaccia di usare l’atomica a quella già concreta di affamare mezzo mondo, per scatenare flussi migratori capaci di destabilizzare l’Europa e non solo.