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Autoconvocati a Roma per i rincari del 30% delle materie prime. Le imprese di costruzioni sono quasi al collasso

I rappresentanti di 800 aziende di costruzioni, provenienti da tutta Italia si sono autoconvocati a Roma, per un confronto sul tema e per chiedere al Governo “provvedimenti legislativi coraggiosi e lungimiranti” perché attualmente “il Pnrr è a rischio”.

Le aziende lanciano un appello al presidente del consiglio Mario Draghi: “Migliaia di imprese del comparto delle opere stradali, civili e industriali da oltre un anno e mezzo hanno lanciato l’allarme sul rischio di fallimento dei programmi del Pnrr, e conseguentemente dell’Italia, se non si dovesse procedere ad un riequilibrio delle prestazioni contrattuali a causa del cambio delle condizioni economiche del mercato”.

“La situazione si è ulteriormente aggravata anche a causa della guerra, che incide sul costo e la reperibilità delle materie prime, quindi è totalmente fuori controllo, tanto da determinare un vero rischio di non poter programmare la realizzazione di opere pubbliche e private. Le modifiche normative del tutto insufficienti, sono state introdotte in maniera parziale, tardiva, mai completa ed in continua evoluzione, visto che continuano a lasciare le responsabilità in capo alle stazioni appaltanti e ai Responsabili del procedimento”.

“Per questo il motivo i contratti in corso di esecuzione non potranno essere portati a termine, mentre per i nuovi appalti esiste il rischio concreto che i cantieri non aprano i battenti. La conseguenza è che migliaia di imprese sono state costrette a sospendere l’attività, con il rischio di fallimento con gravissime ripercussioni, anche occupazionali, che inevitabilmente andranno a gravare sul bilancio dello Stato”.

“In un contesto di tale gravità”, secondo le imprese “pensare di portare a buon fine gli investimenti in corso di programmazione nell’ambito del Pnrr appare inverosimile perché senza il sistema produttivo è evidente che il Paese sia destinato a fermarsi”. I costruttori italiani continuano a rivendicare il ruolo di “braccio operativo dello Stato” e come tale “chiedono un autorevole intervento immediato attraverso provvedimenti legislativi concreti che mettano le stazioni appaltanti nelle condizioni di superare l’impasse”.

“Le nostre proposte sono semplici, e prioritariamente tutte senza aumento di spesa, passando attraverso una rimodulazione della programmazione. Nella ipotesi di Accordo Quadro a parità di importo contrattuale verranno realizzati minori lavori mentre nella ipotesi di nuove realizzazioni sarà necessario rimodulare, riprogrammandolo, il piano pluriennale di investimenti privilegiando le progettazioni realmente avanzate secondo un cronoprogramma effettivamente aderente alla realtà”.

“I progetti che non hanno possibilità di essere ultimati entro il 2026 dovranno essere posticipati, liberando risorse, e realizzati in una fase successiva con le previsioni del Fondo Complementare, con quelle del Fondo di Coesione e Sviluppo 2021/2027 e con gli stanziamenti ordinari di bilancio”.

Per i lavori in corso di esecuzione propongono: “E’ necessario prevedere un aggiornamento straordinario dei prezzari in uso, al fine di ristabilire l’equilibrio contrattuale, con contestuale applicazione per i lavori residui di una vera formula di revisione dei prezzi in linea con le migliori esperienze internazionali, per garantire il costante allineamento del contratto alle fluttuazioni, al rialzo e al ribasso, del mercato”.

“Per gli Accordi Quadro già aggiudicati sulla base di prezzari non aggiornati (risalenti al 2020 o prima), è necessario imporre un aggiornamento dei progetti prima dell’affidamento degli applicativi. E’ necessario consentire la risoluzione contrattuale per eccessiva onerosità sopravvenuta, senza sanzioni e/o segnalazioni alla Anac per l’appaltatore”.

“E’ necessario prevedere un costante aggiornamento straordinario dei prezzari da porre a base di gara, al fine di tener conto della crisi congiunturale internazionale; E’ necessario inserire nei contratti futuri una vera clausola di revisione dei prezzi in linea con le migliori esperienze internazionali, per garantire il costante allineamento del contratto alle fluttuazioni, al rialzo e al ribasso, del mercato”.

“Presidente, con il suo consueto pragmatismo la preghiamo di intervenire per dare risposte concrete al tema sollevato: le misure sin qui adottate sono parziali, di complessa attuazione e mai in grado di fornire risposte puntuali procrastinando sempre la soluzione del problema. Non c’è più tempo!”, concludono rivolgendosi al premier.