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ASAPS: stop all’aumento biennale delle sanzioni stradali

Dal 2023 previsti incrementi del 15%

ASAPS Associazione Sostenitori e Amici della Polizia Stradale, secondo quanto riportato da una nota ufficiale, lancia un nuovo appello al Governo e al Parlamento, dopo la prima analisi effettuata a fine agosto, affinché sia bloccato l’aumento biennale delle sanzioni al Codice della Strada che scatterà il 1° gennaio 2023 e previsto dal Codice della Strada. 

A causa dell’inflazione, l’indice FOI, indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, calcolato dall’Ufficio Studi di ASAPS tra ottobre 2020 e l’ultimo dato disponibile di ottobre 2022, ha subito un aumento stratosferico +14,9%. 

ASAPS ci aveva già provato esattamente 10 anni fa, era l’ottobre 2012, con l’allora Presidente del Consiglio Mario Monti, ma tutto rimase inalterato con uno scatto in avanti del 5,4%, in un altro momento difficile per l’economia nazionale per le aziende e per le famiglie. 

“Lo avevamo chiesto già in campagna elettorale a fine agosto, senza alcuna risposta, e nonostante che ASAPS sia per il rispetto del Codice della Strada e per la legalità – ricorda Giordano Biserni, Presidente ASAPS – lanciamo ancora in modo più forte un appello a tutto il mondo politico ed in particolare al Presidente del Consiglio Meloni e al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Salvini, quest’ultimo con specifiche competente sul Codice della Strada. L’aumento biennale previsto dall’art. 195 va assolutamente bloccato per gli anni 2023-2024 per non rischiare un “default” stradale.

Lo ripetiamo come un disco rotto, si rischia che le multe rimangano grida manzoniane, perché questi aumenti esaspereranno gli automobilisti e molte non verranno mai pagate e la riscossione riguarderà solo una minima parte, come dimostrato dai cali di incassi del bilancio dello Stato e degli Enti Locali, in materia di riscossione volontaria.

Un blocco dell’aumento delle sanzioni non andrebbe ad inficiare le attività complessive di repressione ai comportamenti di  guida più pericolosi. L’esasperazione sulla strada con sanzioni più pesanti comporterebbe anche reazioni scomposte da parte di alcuni automobilisti”. 

L’Ufficio Studi di ASAPS, in base al più recente aggiornamento dell’indice FOI (aggiornamento  biennale delle  sanzioni amministrative pecuniarie previste dal citato codice in  misura  pari all’intera variazione  dell’indice  dei  prezzi  al  consumo  per  le famiglie di operai e impiegati,  media  nazionale,  che si verificheranno nel biennio compreso tra il 1° dicembre 2020 ed il 30 novembre 2022) pubblicato ad ottobre 2022, partendo dalla base dell’anno 2020,  porta ad un +14,9%.

La conseguenza è che un semplice divieto di sosta passerebbe dagli attuali 42 euro a 48 euro, l’uso del cellulare alla guida da 165 euro a 190 euro, medesimo importo previsto per il superamento dei limiti di velocità tra i 10 e i 40 km/h, mentre la medesima violazione della fascia tra i 40 e i 60 km/h salirebbe da 543 euro a 624 euro, un accesso abusivo alle zone a traffico limitato o il transito non autorizzato su una corsia riservata al trasporto pubblico da 83 euro a 95 euro. 

L’ultimo provvedimento del 31 dicembre 2020, ebbe come conseguenza una diminuzione minima delle multe, con un calo dello 0,2% dell’indice FOI, e la conseguenza fu una riduzione delle sanzioni per gli anni 2021-2022, ma solo per quelle che avevano un importo superiore a 250 euro, con la stragrande maggioranza di violazioni perciò rimaste inalterate. 

Se anche l’ultimo dato dell’indice FOI di novembre 2022 dovesse rimanere invariato rispetto ad ottobre, si evidenzierebbe il terzo più alto aumento della storia del Codice della Strada dal 1992, anno di approvazione delle attuali norme. 

ASAPS in caso di blocco dell’aumento delle sanzioni chiede inoltre al nuovo Governo di evitare poi di indicizzare su 4 anni (2021-2024), non recuperando il biennio 2021-2022, esaminando perciò l’indice FOI solo per il biennio 2023-2024, con l’auspicio che l’inflazione torni a livelli di due anni fa.