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Anas: i dati sul traffico veicolare rispecchiano l’aumento del pil nel nostro paese

Incremento della circolazione veicolare nelle festività natalizie, per turismo e trasporto merci con la previsione di un aumento del Pil di 0,4% nel IV trimestre

Gli spostamenti durante il lungo ponte dell’Immacolata sono stati il preludio al forte incremento della circolazione previsto nel periodo delle festività natalizie sull’intera rete stradale e autostradale.

L’utilizzo dell’automobile continua ad essere predominante nella scelta delle famiglie italiane per comodità e sicurezza sia per motivi di lavoro che di vacanza. Allo stesso modo il traffico dei mezzi pesanti da Nord a Sud del paese rappresenta un elemento di spinta economica per quanto riguarda la circolazione delle merci.

Rispetto al 2021, con l’approssimarsi del Natale possiamo dire con certezza che ci lasciamo alle spalle il brutto ricordo del periodo pandemico ed è possibile guardare con maggiore ottimismo al futuro, nonostante il caro energia e il caro bollette scatenato principalmente dal conflitto Russia-Ucraina.

Se non siamo ancora nel pieno di un boom economico, sembra che la strada in salita post pandemia volge quasi al termine e ci sono tutte le condizioni per una netta ripresa economica in tutti i principali settori produttivi della nostra società 

Ma spostiamo lo sguardo sulla rete stradale di competenza Anas, dove per il periodo del II e III trimestre si registra un aumento dei volumi di traffico rispetto all’anno 2021 mentre la tendenza si inverte a novembre. I dati di dicembre sono stimati analizzando gli andamenti degli anni precedenti. Mentre se guardiamo al periodo pre-Covid, ossia al 2019, i dati registrati nel 2022 risultano ancora inferiori, ma nel IV trimestre la differenza tende ad assottigliarsi.

Nell’ultima nota pubblicata dall’ISTAT il 30 novembre 2022, si stima una crescita dello 0,5 %. Analizzando le precedenti previsioni, I trimestre 0,5%, II trimestre 1,50% e III trimestre 1,50%, la produzione per il IV trimestre si sarebbe attestata intorno allo 0,4%, raggiungendo il risultato atteso da economisti ed amministratori.

Il quadro prospettato fa registrare, per il III trimestre una crescita dell’economia per l’ISTAT pari allo 0,5%, ma attraverso il modello di regressione PIL/IMR (indice di mobilità rilevata) è pari a 1,5%.

Nell’uno o nell’altro caso possiamo sicuramente affermare che in uno scenario europeo l’Italia ha raggiunto un risultato migliore di Francia 0,2% e Germania 0,3% ed una media europea dello 0,2%.

Infatti nonostante la crescita dell’inflazione, il caro energia e il boom dei prezzi delle materie prime la crescita economica italiana è stata doppia rispetto a quella registrata dai nostri principali competitors commerciali e lo confermano anche i dati della Cgia di Mestre.

Servizi e industria trainano la ripresa, ma dall’analisi dei sotto settori emerge che il maggior fatturato 2022 riguarda i trasporti e le agenzie di viaggio-tour operator. Nel primo caso, l’incremento è stato del 102,8 per cento, nel secondo caso addirittura del 123,2 per cento.


Un esempio di crescita o miracolo economico arriva dalla Georgia, paese in cui, secondo le istituzioni finanziarie internazionali, si prevede l’aumento del Pil pari al 10% e il debito pubblico, che nel 2021 ammontava al 60%, nel 2022 scenderà al 49%.  

E’anche vero che la guerra in Ucraina ha accresciuto il ruolo della Georgia come Paese di transito tra l’Europa e l’Asia, ma i trasporti e la circolazione delle merci hanno avuto un ruolo determinante e nel periodo gennaio-agosto 2022 il traffico merci internazionale è cresciuto del 19%, attestandosi a 18 milioni di tonnellate.

La grande macchina del turismo pone invece la Grecia tra i 34 paesi più sviluppati, con la “miglior performance” in ambito economico del 2022, secondo il settimanale The Economist, attraverso uno studio basato anche su una serie di parametri tra cui il Pil, l’inflazione, il debito pubblico e l’andamento del mercato azionario.

L’ottimismo che ci avvicina al Natale 2022 è quindi sostanziale e caratterizzato da molti fattori. I flussi veicolari sulle nostre strade sono sicuramente un parametro da non sottovalutare e una ulteriore conferma arriva anche dall’analisi della Federazione Transport & Environment (T&E) sulle consegne su gomma dei beni di consumo e la crescita a dicembre delle attività logistiche connesse al commercio dei tradizionali regali natalizi. Un aumento confermato anche dalla produzione di emissioni inquinanti provenienti soprattutto dal trasporto merci. 

La soluzione al problema, secondo l’organizzazione ecologista, sarebbe già disponibile e consiste nella sostituzione dei mezzi inquinanti con i camion a emissioni zero. Ma questa è un’altra storia che non abbiamo trascurato nei precedenti articoli, quindi la conclusione è quasi naturale: più veicoli elettrici, più traffico sulle nostre strade e costante crescita del Prodotto interno lordo.