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A capo della Joint Venture internazionale MORE, l’italiana Webuild “seppellirà” l’attuale A303 inglese in un tunnel sotterraneo di 3.3 chilometri.

A capo della Joint Venture internazionale MORE, l’italiana Webuild “seppellirà” l’attuale A303 inglese in un tunnel sotterraneo Webuild selezionata nel Regno Unito per realizzare il tunnel che salverà Stonehenge.

Salvare Stonehenge dal traffico e dall’inquinamento, risanare l’ambiente e dare una spinta al turismo in zona: è questo l’obiettivo del complesso progetto di sostenibilità ambientale del valore di 1,5 miliardi di euro che verrà guidato dall’italiana Webuild, nata nel 2014 dalla fusione tra Salini-Impregilo e Astaldi.

Il progetto ”A303 Amesbury and Berwick Down”, di cui si parla da 30 anni, è stato studiato dalle autorità di National Highways, l’Anas inglese, e prevede di eliminare l’attuale autostrada che costeggia il sito patrimonio dell’umanità e costruire 13 km di strada ad alto scorrimento a doppia carreggiata  con un tunnel sotterraneo di 3,3 km con svincoli e viadotti “green”.

Il tunnel sarà ad ulteriori 50 metri di distanza dal monumento di Stonehenge, per ridurne l’impatto sulle aree archeologiche e sulla vista dello spettacolo del sorgere del sole durante il solstizio di inverno. Il corridoio stradale esistente (distante appena 165 metri dal sito archeologico) verrà convertito in un passaggio percorribile a piedi, in bici o a cavallo.

Le autorità inglesi hanno comunicato che la Joint Venture More, a cui Webuild partecipa per il 42.5% (le altre imprese sono la spagnola FCC Construcción e l’austriacaBeMo Tunnelling) – è stata scelta come  Preferred Bidder (offerente preferito) per l’esecuzione dei lavori, per garantire il rispetto delle tempistiche programmate, in attesa che venga approvato definitivamente il progetto come da normale procedura.

Derek Parody, Project Director di National Highways per il progetto della A303, ha dichiarato: “Il contratto entrerà in vigore appena la Segreteria di Stato avrà concluso l’iter di autorizzazione. L’annuncio del Preferred Bidder non pregiudica ogni futura decisione e, una volta finalizzato l’iter e approvato definitivamente il progetto come da normale procedura, il fatto di avere già identificato un contractor ci metterà nella posizione migliore per procedere immediatamente con i lavori e per fare emergere i vantaggi che sappiamo il progetto è in grado di apportare.”

La joint venture MORE sarà affiancata da un pool di progettisti di livello mondiale, costituito da Atkins, Jacobs e la spagnola Sener, che agiranno in qualità di joint venture per le attività di progettazione. La costruzione ha una durata prevista di 5 anni

 “Per noi aziende che facciamo parte della joint venture MORE – fanno sapere le imprese in una nota congiunta – questo progetto è un chiaro esempio di infrastrutture sostenibili e innovative che non solo forniscono soluzioni per la gestione del traffico, ma che migliorano anche la qualità della vita delle persone. Il progetto è anche una opportunità per dimostrare la nostra esperienza e la nostra capacità tecnica di rilievo internazionale”.