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Trasformare la mobilità per renderla più sostenibile

(come riportato da AGI)

Tutto si muove e ha bisogno di muoversi. Che siano persone o beni, la mobilità rappresenta il sistema circolatorio della nostra società. Circa il 24% delle emissioni globali di CO2 deriva proprio dai trasporti. Rendere la mobilità più sostenibile significa quindi contribuire in maniera importante a ridurre i gas serra, principale causa del cambiamento climatico.

Lo sforzo per abbattere l’impatto ambientale deve coinvolgere ogni ambito del settore dei trasporti, che si tratti di merci o di passeggeri, di aerei o di auto, di mobilità urbana o marittima. Eni svolge un ruolo da protagonista nel promuovere un approccio olistico alla mobilità sostenibile, technology neutral, che grazie a un mix sinergico di soluzioni innovative, garantisce la riduzione dell’impatto ambientale.

Innanzitutto i carburanti. L’abbattimento delle emissioni inizia necessariamente dalla “radice” del problema. Per questo Eni sta sviluppando i biocarburanti che, a differenza dei carburanti tradizionali non derivano da combustibili fossili, bensì da biomasse di origine vegetale e da scarti e permettono di contribuire immediatamente alla decarbonizzazione dei trasporti, in un’ottica di economia circolare. Dal 2014 il Cane a sei zampe ha affiancato al business tradizionale la produzione di biofuel per il gasolio attraverso la trasformazione di oli vegetali in un biocarburante di alta qualità definito in termini tecnici HVO (link to ) (Hydrotreated Vegetable Oil, olio vegetale idrogenato) che, addizionato al gasolio nella misura del 15%, dà vita a Eni Diesel +, il carburante premium di Eni.

Per produrlo verranno utilizzate quote progressivamente minori di olio di palma, sino ad azzerarle nel 2023, lasciando sempre più spazio agli oli alimentari esausti (UCO, Used Cooking Oils). Accanto a questo, i biocarburanti vengono prodotti anche utilizzando specifiche colture sempre in un’ottica di piena sostenibilità, come testimonia la sperimentazione in Tunisia per la coltivazione di ricino su terreni predesertici, non utilizzabili per colture alimentari o gli accordi in Kenya, Benin, Congo e Angola per lo sviluppo di colture oleaginose sostenibili e l’avvio di progetti agricoli mirati e la raccolta di scarti e residui agricoli, non in competizione con cicli alimentari. L’obiettivo è fornire materia prima per il sistema di bioraffinazione, creando allo stesso tempo opportunità di lavoro ed espandendo le attività agricole in terreni marginali e abbandonati, evitando così impatti sulle aree destinate alla produzione alimentare.

Sempre a proposito di carburanti, Eni ha avviato la produzione del carburante sostenibile per l’aviazione (Sustainable Aviation Fuel o SAF), prodotto esclusivamente da scarti e residui.

Nel settembre del 2021, fra Eni e Aeroporti di Roma è stato sottoscritto un accordo di collaborazione che, fra l’altro, prevede l’introduzione di combustibili sostenibili per l’aviazione (SAF) e per la movimentazione a terra (HVO – Hydrotreated Vegetable Oil) che permettono una riduzione delle emissioni di CO2 rispetto ai carburanti fossili.

Per quanto riguarda il SAF, si prevede l’avvio di una produzione di oltre 10 mila tonnellate/anno nella raffineria Eni a Livorno, tramite distillazione di bio-componenti prodotti nelle bioraffinerie Eni a Gela e Porto Marghera. La crescita continuerà con l’avvio, nel 2024 della produzione di “Eni Biojet” nella bioraffineria di Gela, dove è già in corso di realizzazione un progetto che consentirà l’immissione sul mercato di ulteriori 150 mila tonnellate/anno di SAF al 100% da materie prime rinnovabili, in grado di soddisfare il potenziale obbligo del mercato italiano per il 2025.

Più in generale, entro il quadriennio, la capacità totale di bioraffinazione di Eni attualmente pari a 1.1 milioni di tonnellate/anno raddoppierà, sino ad arrivare a 5/6 milioni di tonnellate/anno entro il 2050.

Rimanendo in ambito di carburanti, lo scorso novembre Eni e Air Liquide hanno stretto una partnership con l’obiettivo di investire nello sviluppo delle infrastrutture necessarie a consentire l’espansione della mobilità a idrogeno in Italia. L’obiettivo è favorire lo sviluppo di un’estesa rete di stazioni di rifornimento di idrogeno.

Per quanto riguarda la mobilità urbana, l’impegno di Eni passa soprattutto attraverso  Enjoy, il suo servizio di car sharing, che svolta sempre più verso la trazione elettrica. A partire dalle nuove 500 a motorizzazione ibrida che da marzo scorso stanno sostituendo i vecchi veicoli della flotta che circola a Roma, Milano, Torino, Bologna e Catania. Accanto alle rosse prodotte da Fiat, nella flotta di Enjoy sono entrate anche le YOYO, la prime city car completamente elettriche guidabili già dai 16 anni con patente B1, prodotta da XEV. Un mezzo completamente sostenibile e a zero emissioni che prevede anche un innovativo servizio di “battery swapping”, Battery Xchange (sostituzione di batterie scariche con batterie cariche), disponibile in un numero selezionato di stazioni di servizio Eni.

Infine l’impegno per la transizione energetica di Eni coinvolge anche le stazioni di servizio. Per contribuire agli obiettivi di mobilità sostenibile, le stazioni di Eni si stanno infatti trasformando in “mobility point” con servizi dedicati alla mobilità, alla persona e alla vettura, grazie anche alla nuova App Eni Live. Lo sviluppo, in ottica di sostenibilità, prevede il potenziamento dell’offerta per la mobilità elettrica con l’allestimento di colonnine per la ricarica fast e ultrafast, nonché di carburanti sempre più sostenibili, quali bio metano, compresso e liquefatto, e idrogeno e sarà anche incrementata l’offerta di biocarburanti.

Tutte iniziative queste che si inquadrano nell’evoluzione del modello di business di Eni verso la creazione di valore per tutti gli stakeholder, unita alla sostenibilità economico finanziaria e ambientale, come contributo fondamentale al raggiungimento della completa neutralità carbonica entro il 2050.

Ascolta il podcast di AGI: in questa puntata si parla di una delle sfide più importanti per l’abbattimento delle emissioni di Co2, i trasporti, analizzando quali siano gli scenari della mobilità sostenibile secondo Eni.