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Senza l’attuazione del Decreto semplificazioni e strutture tecniche, le opere del Pnrr non partono

Mancano gli organismi per velocizzare i pareri. Un allarme arriva dai Commissari straordinari alle grandi opere: le procedure speciali del Pnrr non decollano, non sono stati ancora nominati gli organi che dovrebbero accelerare l’approvazione dei progetti del decreto infrastrutture, i Dpcm di nomina dei commissari non hanno messo a disposizione risorse e strutture tecniche straordinarie necessarie per raggiungere gli obiettivi straordinari.

Alcuni di questi commissari hanno scritto al ministro Enrico Giovannini, per denunciare il pericolo che la PA non sia avviata verso gli obiettivi fissati e che la mancata attuazione delle norme del decreto semplificazioni rallenti l’avvio delle opere assegnate. 

I Commissari temono che non si sia capita la grande mole di lavoro necessaria per far decollare i progetti del Pnrr e quelli minori – in tutto sono 102 opere commissariate per un valore di 96 miliardi – e soprattutto che non si comprendano le migliaia di piccoli e grandi passaggi progettuali e autorizzativi che vanno accelerati, accorpati, tagliati e ricomposti con un’azione amministrativa coordinata.

Per portare tutto questo a termine, serve in partenza, un impegno unanime delle istituzioni di governo, delle strutture amministrative a tutti i livelli, delle autorità chiamate a rilasciare pareri, autorizzazioni, permessi.

Anche se il decreto semplificazioni prevede ampi poteri sostitutivi, a quattro mesi dal varo del Dl e a due mesi dalla conversione in legge, mancano ancora le nomine dei due organi straordinari che sono al centro delle procedure speciali e hanno il compito di approvare i validi progetti in tempi certi: la Commissione bis per la valutazione di impatto ambientale (per cui è stato avviato un bando ma che doveva essere nominata entro luglio) e il comitato speciale del Consiglio superiore dei lavori pubblici, della cui procedura di nomina tutto tace.

Per i Commissari il rischio vero è che non tutti vadano nella stessa direzione per far partire subito procedure e progetti. Le strutture in questione dovrebbero essere reincarnazioni di organi, Commissione Via e Consiglio superiore dei lavori pubblici, che in passato non hanno brillato né per celerità né per agilità amministrativa né per partecipazione agli obiettivi di accelerazione delle opere.

Intanto, i progetti prioritari restano al palo, in attesa di sapere a quale casella postale spedire il progetto, con l’eccezione di qualche commissario che ha preferito portarsi avanti con le vecchie procedure.

Palazzo Chigi ha chiaro lo sforzo necessario per attuare il Pnrr e per far decollare questo «modello Genova» allargato. Si susseguono riunioni per sensibilizzare tutti i ministeri al rispetto puntuale dei tempi di attuazione del Pnrr.

A breve si potrebbe anche tenere la prima cabina di regia, sotto la presidenza di Mario Draghi, per fare il punto sulle criticità, mentre il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Roberto Garofoli, lavora a un piano per l’attuazione, con compiti e obiettivi ministero per ministero.

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