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Recovery plan: i progetti dovranno essere realizzati entro 31 agosto 2026

(come riportato su Le Strade dell’Informazione)

Gentiloni: “Fatemi dire della soddisfazione per il gran lavoro del governo italiano e degli uffici dei diversi ministeri”

Il 31 agosto del 2026: è questa la scadenza entro cui dovranno essere “realizzate” tutti i progetti previsti del Pnrr. Lo si legge nelle schede del Recovery inviate dal governo in Ue e al Parlamento italiano. Lo riporta l’agenzia Ansa. Per fine agosto del 2026 le diverse opere dunque non dovranno solo essere “definite, inviate e ottenere il via libera formale” ma anche essere “effettivamente implementate” come stabilito dai regolamenti europei. 
 
Positiva la reazione del commissario dell’Ue all’economia Paolo Gentiloni parlando alle Commissioni riunite Finanze di Camera e Senato: “Fatemi dire della soddisfazione per il gran lavoro del governo italiano e degli uffici dei diversi ministeri” sul Pnrr, “lavoro reso necessario non perché quello precedente non fosse buono ma perché il cambio della maggioranza ha costretto a una grande accelerazione il nuovo Governo. Voglio esprimere soddisfazione e riconoscimento dell’ottimo lavoro del Governo Draghi in queste settimane”. 
 
Sono 2.487 in tutto le pagine delle schede progetto che accompagnano il Recovery plan italiano, che il governo ha inviato in Europa e al Parlamento, non ancora rese pubbliche e di cui l’Ansa è entrata in possesso. Il dossier, che include il Pnrr già pubblicato online, è corredato di tabelle e cartine per illustrare le varie opere, a partire da quelle ferroviarie ed indica il cronoprogramma nel dettaglio. Gran parte del documento è in inglese.

Sono tre i livelli della governance del Pnrr indicati nel dettaglio nelle schede progetto. L’attuazione del piano sarà in tre step: la realizzazione degli interventi che farà capo ai ministeri, alle Regioni e agli enti locali, ciascuno nelle sue competenze; il coordinamento centrale per il monitoraggio dell’attuazione e la rendicontazione alla Commissione Europea che sarà affidata ad un’apposita struttura presso il Mef, che costituirà il punto di contatto con la Ue; infine il monitoraggio dello stato di avanzamento del Piano e l’eventuale proposta di attivazione dei poteri sostitutivi è affidata a una ‘control room’ a Palazzo Chigi.
 
“Ora è arrivato il momento della ripresa per la quale l’Ue metterà a disposizione i 750 miliardi del Next Generation Eu”, ha commentato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, al suo arrivo al Summit sociale di Porto, in Portogallo.