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Nei cantieri del Terzo valico difficoltà delle imprese per le varianti in corso d’opera

Le imprese Pizzarotti e Collini hanno messo in Cassa integrazione oltre 300 lavoratori. Ulteriori spese circa 100 milioni per varianti o modifiche tecniche in cantiere.

Sul Terzo valico dell’AV ferroviaria passeggeri e merci tra Genova e Milano, le imprese Pizzarotti e Collini, riunite nel Consorzio Tunnel Giovi, hanno deciso di mettere in cassa integrazione oltre 300 lavoratori per 13 settimane e di interrompere l’attività.

La viceministra alle Infrastrutture, Teresa Bellanova, ritiene che il lavoro nei cantieri bloccati dovrà riprendere quanto prima. Dice la viceministra: «Ritengo che le condizioni per il riavvio dei cantieri ci siano tutte, considerando anche il confronto in atto tra il General contractor Cociv e il consorzio guidato dalla Pizzarotti».

Sono bloccati i cantieri di due gallerie del Terzo valico: una in Liguria e l’altra in Piemonte, in provincia di Alessandria. In gioco ci sono circa 100 milioni di varianti o modifiche tecniche, per stabilire chi debba accollarsi il rilevante importo. Per le varianti serve più denaro, almeno è quello che vorrebbero i costruttori: la struttura commissariale non è propensa a fare concessioni e rischia di scaturirne un braccio di ferro.

L’impresa Pizzarotti sostiene che lo scavo sta incontrando problematiche inattese. I sondaggi geotecnici, che risalgono al 1992, non avevano previsto che si sarebbe trovata una tipologia di roccia così dura che costringe a procedere a rilento. Il tutto con tempi rallentati anche per rispettare la sicurezza, che modificherebbe in modo sostanziale il costo dell’appalto.

Il rischio ora è che possano esserci ripercussioni anche sui cantieri principali della maxi opera a causa dell’effetto domino. Ecco perché si teme un lungo blocco dei lavori, sapendo che Pizzarotti ha fermato il cantiere, che sembrava comunque già in difficoltà. Un’eventualità intollerabile per il governo, che sul Terzo valico non ammette ritardi.

L’alta velocità Genova-Milano è opera strategica, inserita anche nel Pnrr, in quanto parte integrante del corridoio Liguria-Alpi e del più vasto sistema delle grandi reti di trasporto europee (asse Genova-Rotterdam). Dovrà essere ultimata tassativamente entro l’orizzonte temporale 2026. L’opera, del valore economico di 6,2 miliardi di euro, è interamente finanziata.

Per evitare il rischio di un lungo stop la viceministra Bellanova ha incontrato ieri il commissario straordinario al Terzo valico, Calogero Mauceri, per fare il punto della situazione.

Il commissario Mauceri è già al lavoro per risolvere il contenzioso e fa presente che i cantieri bloccati interessano solo una parte limitata dei lavoratori impiegati nella realizzazione dell’intera opera, che sta comunque avanzando secondo programma. Nella galleria di valico, costruita dal gruppo Webuild, che con i suoi 27 chilometri sarà la più lunga d’Italia, l’avanzamento dei lavori è pari a oltre il 68% del totale. Oggi il commissario Mauceri sarà a Genova per un vertice con istituzioni, imprese e sindacati e riferirà dell’incontro di ieri con la Bellanova.