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Mercato dell’Auto in frenata: nel 2020 le immatricolazioni sono calate del -27,9%

Centro Studi Promotor: si è tornati ai livelli degli anni ’70 del secolo scorso

La crisi del comparto automobilistico ha raggiunto i minimi storici. Secondo i dati del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti il mercato italiano dell’auto ha chiuso il 2020 con 1.381.496 immatricolazioni, il 27,93% in meno rispetto all’anno precedente. Una flessione rilevante dovuta alla pandemia e ai lockdown, contrastati solo in parte dalle misure a sostegno dell’acquisto di nuove auto in vigore nei mesi estivi.

A dicembre, quando gli incentivi non c’erano più, sono state immatricolate 119.454 auto, con un calo del 14,95% rispetto allo stesso mese del 2019. “Il mercato nel 2020 è tornato al livello degli anni ’70 del secolo scorso. Il gettito Iva è calato di 9,97 miliardi”, commenta il Centro Studi Promotor.

Il presidente Gian Primo Quagliano chiede di superare la logica degli interventi congiunturali e di varare, come si è fatto con il Superbonus 110% per l’edilizia, “un grande piano pluriennale per riqualificare il parco circolante italiano di autovetture, tenendo conto che l’auto, dopo la casa, è il secondo bene delle famiglie italiane per importanza economica”.

Tutti gli operatori del settore sperano nei nuovi incentivi varati con la Legge di Bilancio. Per Anfia, Unrae e Federauto, bisogna guardare avanti per ripartire.   

“Archiviamo il 2020 come l’anno più difficile del dopoguerra per il settore – osserva il presidente dell’Anfia, Paolo Scudieri – ma guardiamo al 2021 con fiducia, grazie alle misure entrate in vigore con l’inizio del nuovo anno. Per la prima volta la manovra ha finalmente incluso anche un intervento a supporto della ripresa del mercato dei veicoli commerciali leggeri”.

Secondo Adolfo De Stefani Cosentino, presidente di Federauto “i dati di dicembre mostrano la realtà del mercato auto in epoca Covid-19: senza incentivi la propensione agli acquisti si riduce drasticamente, mettendo in crisi una intera filiera. L’Automotive italiano chiude il 2020 con tutti i numeri in rosso: mercato, fatturato, profitti sono tutti espressione di un anno disastroso che, purtroppo ricorderemo a lungo”.

“Il Parlamento recepisce, in larga parte, quanto da noi auspicato e riconosce l’importanza degli incentivi pubblici per l’acquisto di autovetture nuove in sostituzione di mezzi fortemente inquinanti. Si tratta di un investimento i cui benefici vanno a vantaggio dell’occupazione, dell’ambiente e di uno dei settori industriali che più contribuisce al Pil del Paese.

È un grande risultato per il quale abbiamo lavorato con convinzione, ottenendo l’approvazione unanime del Parlamento. Per noi è un passo avanti, dal quale bisogna partire”, sottolinea il presidente dell’Unrae Michele Crisci.